Certi ricordi non tornano: la memoria e i ricordi secondo Dario Pontuale

certi ricordi non tornano

Certi ricordi non tornano di Dario Pontuale è un libro sulla memoria ma soprattutto sulla resilienza, un termine probabilmente molto abusato ma che Dario Pontuale tratta in maniera delicata, onesta e sincera e non a caso, c’è un’immagine bellissima che supporta l’incipit del libro e con la quale, uno dei due protagonisti, intende spiegare proprio il termine resilienza.

Un’onda si abbatte su una scialuppa, un uomo cade in mare, risale a bordo, si salva. Sembrerebbe l’inizio di un romanzo avventuroso, invece è il modo escogitato per spiegarmi il significato della parola resilienza.

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Ovvero quella tempra speciale con la quale ognuno di noi incassa un colpo ma anche e soprattutto, la capacità di rispondere alla vita e ai suoi imprevisti.

Certi ricordi non tornano: la trama

Questa narrata in Certi ricordi non tornano è la storia di due amici: Michele e Alfiero, il primo ribelle, anarchico, anticonformista mentre il secondo saggio e pacato, che vivono nello stesso condominio e un giorno finisco d’incontrarsi per caso – in seguito ad una bravata del più giovane – e da qui, nasce un’amicizia che accompagnerà la crescita e l’evoluzione di entrambi ma soprattutto li porterà a combattere due importanti battaglie: l’organizzazione di una biblioteca di condomino, destinata ai residenti dello stesso e addirittura creata con i libri degli stessi condomini e, contemporaneamente, la difesa di quella che viene definita la Fortezza ovvero un’ex fabbrica dismessa, nella quale Alfiero possiede molti ricordi perché vi ha lavorato per una vita intera e attualmente interessata dall’ennesimo progetto commerciale.

C’è chi nasce in un punto qualsiasi e da quel punto se ne va, chi invece resta ancorato. Esistono solo due possibilità; la terza, chi va e poi, torna, non merita considerazione, perché non c’è stata vera partenza o vero ritorno. Io rientro nella seconda specie, dov’è caduto il seme l’albero ha piantato le radici.

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Certi ricordi non tornano è, allo stesso tempo, un libro che parla di amicizia ma soprattutto parla dell’importanza dei legami e di come alcuni microcosmi – ad esempio il cosiddetto Barrio – non sono semplicemente un’insieme di palazzi e di costruzioni edilizie bensì è una vera e propria comunità vitale che possiede l’essenza stessa di chi la abita, di chi ogni giorno la vive e la respira.

Uno spazio abitato non è un insieme di costruzioni, bensì una comunità di viventi che ne determinano l’essenza con il loro modo di popolarlo. Soltanto così gli edifici smettono di dividere e le strade cessano di estraniare, solamente in questa maniera non si inciampa nella quotidiana solitudine.

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Eppure, Certi ricordi non tornano è anche una storia che, come abbiamo già detto, parla di memoria e non a caso, Dario Pontuale ricorre alle formiche, alla loro perfetta organizzazione sociale e ai loro feromoni – sia a voler simboleggiare la perfetta organizzazione comunitaria che si viene a creare nel luogo in cui decidono di insediarsi e sia a voler sottolineare l’importanza dei feromoni, che in qualche modo sono un po’ la “memoria” di questi esserini.

Certi ricordi non tornano: l’importanza della memoria e dei ricordi

Quindi se è vero che i ricordi sono l’unica cosa bella che possediamo poiché noi stessi siamo fatti di ricordi e di tutto quello che siamo stati, che abbiamo fatto e vissuto – nel bene e nel male – tanto vale accumulare ricordi perché arricchiscono e perché sono l’unica cosa che realmente conta e senza tralasciare il fatto che anche i luoghi, esattamente come le persone, hanno memoria.

Detto questo, sarebbe banale e riduttivo pensare a Certi ricordi non tornano come un libro triste o malinconico – nonostante ne possieda alcune naturali sfumature e alcune precise tematiche – perché, personalmente, non ci ho visto dentro la nostalgia o il rimpianto del passato bensì quel sentimento di irrecuperabile ritorno, che rende la vita e i suoi momenti qualcosa di bello, di unico, di raro e di prezioso e questo libro, n’è in qualche modo un vero e proprio elogio.

Dario Pontuale
Dario Pontuale

Allo stesso tempo, Certi ricordi non tornano è un libro che parla di amicizia e dell’importanza dei libri e della lettura – che potrebbero essere benissimo considerati dei veri e propri amici dell’uomo – ma soprattutto di come i libri, miscelati con l’esperienza, siano il più importante strumento di difesa per l’individuo poiché forniscono indipendenza di pensiero, emancipazione, autonomia e acquisizione di una personale visione del mondo e della società.

Certi ricordi non tornano, Dario Pontuale, CartaCanta Editore, 2018 pp.142.

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