Libri in pillole #1: Jim Harrison e Un buon giorno per morire

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Due uomini (uno maniaco della pesca e l’altro reduce dal Vietnam) e una donna si mettono in viaggio dalla Florida all’Arizona per compiere una strampalata missione: far saltare una diga nei pressi del Grand Canyon che minaccia di deturpare l’ambiente circostante.

E così, armati di spirito rivoluzionario e convinti di compiere un’operazione salvifica per il bene comune, partono per questa impresa che, in soli otto giorni, li porterà a vivere a stretto contatto tra loro fra l’abitacolo dell’auto, le stanze dei motel e gli infimi locali in cui decideranno di sostare.

E così ci sarà tempo per sviscerare segreti, confessioni, amori non corrisposti e per lasciarsi travolgere dai dubbi, dalle domande e dalla malinconia ma soprattutto ci sarà tutto il tempo per ubriacarsi, per drogarsi a dovere e per chiedersi se tutto questo ha davvero un senso.

Jim Harrison ha scritto un libro che, secondo me, non è perfetto ma rasenta la perfezione perché ci sono tutti gli ingredienti che avrebbero potuto renderlo un gran bel romanzo: personaggi ben delineati, dialoghi ben calibrati, impresa strampalata e apparentemente fallimentare, alcool, droga, ambientazione on the road e finale sorprendente ma qualcosa però non ha funzionato a dovere e probabilmente la colpa è da imputare alla mancanza di originalità, nel senso che sembra una storia già letta e già vista altrove.

JIM HARRISON.06.25.2007. Author Jim Harrison, photographed at the Hyatt, Monday, June 25, 2007. Harrison’s new novel is called ‘Returning to Earth’. [FOR FEATURE STORY BY VIT WAGNER](Aaron Lynett/Toronto Star) (Photo by Aaron Lynett/Toronto Star via Getty Images)

Questo libro è fuori catalogo così come buona parte della produzione letteraria di Jim Harrison e onestamente mi chiedo come sia possibile ma proverò comunque a cercare altro per farmi un’idea ancora più precisa e dettagliata poiché era da molti considerato uno dei migliori scrittori americani.

Un buon giorno per morire, Jim Harrison, Baldini & Castoldi, 1999 pp. 186. Traduzione Carlo Oliva

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