Uomini di poca fede: il nuovo romanzo di Nickolas Butler tra fede e amicizia

Nickolas Butler è uno scrittore che si limita a raccontare storie semplici che finiscono, inevitabilmente, per sfiorare alcune corde dell’anima perché probabilmente è proprio nella semplicità che si annida la bellezza e la vera essenza delle cose.

In tutti i libri che Nickolas Butler scrive e pubblica, viene fuori la vera provincia americana, gli usi, i costumi e tutto ciò che vive e sopravvive lontano dalle luci e dagli sfarzi delle grandi metropoli e, probabilmente, è proprio questo a colpire maggiormente il lettore e a farlo affezionare a questo scrittore proveniente dal freddo e remoto Wisconsin.

Effettivamente, sono in molti a non riuscire a spiegare tutto il successo ottenuto da questo autore e, probabilmente, avendo letto tutti i suoi libri finora pubblicati, qualche piccola domanda me la sono posta anche io ma subito dopo, ho compreso che la grandezza di certi autori consiste proprio nel raccontare storie semplici, ordinarie e apparentemente piatte e farlo così maledettamente bene, che viene difficile staccarsi dalle pagine.

Nickolas Butler

Questa volta, in Uomini di poca fede – del quale ho apprezzato il fatto che la copertina della traduzione italiana è rimasta identica a quella originale -, Nickolas Butler racconta la storia di una famiglia alle prese con i colpi di testa della loro unica figlia adottiva Shiloh, diventata seguace di una bizzarra chiesa radicale che finisce per mettere a repentaglio il loro legame ma soprattutto la vita del loro adorato nipotino Isaac.

Lyle e Peg sono una coppia semplice e inossidabile, la cui vita è scandita dallo scorrere del tempo, delle stagioni e dall’amore immenso verso la figlia adottiva e il suo figlioletto poiché, in passato, hanno sofferto entrambi moltissimo per la morte del loro unico figlio e hanno considerato l’avvento di Shiloh nelle loro vite, come una vera e propria benedizione, diventando quasi la loro unica ragione di vita e ora che la ragazza e suo figlio sono tornati finalmente alla casa paterna, dopo tanto tempo, la gioia della coppia è incontenibile.

Tutto sembra andare per il verso giusto fino a quando Shiloh esprime ai suoi genitori la volontà di praticare la fede che ha scelto e di poter educare suo figlio secondo tali principi ma l’adorazione cieca e assoluta che questa chiesa richiede ai suoi fedeli, finisce per andare ben oltre il credo religioso e tutto questo insospettisce e preoccupa Lyle che, invece, ha perso la fede proprio in seguito alla morte del figlioletto ma che continua comunque a frequentare la chiesa cittadina dov’è nato e cresciuto.

E così, tra la paura di perdere Shiloh, il loro adorato nipotino con la sua cagionevole salute, Lyle e Peg cercheranno in ogni modo di far rinsavire la loro unica figlia ma combattere contro le convinzioni, le credenze religiose e i manipolatori dell’anima significa combattere una guerra non sempre ad armi pari ma soprattutto con il rischio costante che qualsiasi passo falso possa essere potenzialmente fatale.

Confesso che ero davvero molto curiosa di leggere Uomini di poca fede di Nickolas Butler poiché è il primo che vede il cambio di traduttore – non più Claudia Durastanti bensì Fabio Cremonesi – ma soprattutto perché volevo effettivamente testare se questo nuovo libro potesse, in qualche modo, avvicinarsi al suo meraviglioso romanzo d’esordio Shotgun Lovesong, dal momento che tutta la restante produzione successiva non mi ha mai completamente convinta.

Uomini di poca fede di Nickolas Butler è sicuramente un romanzo ben concepito e ben scritto, con l’ambientazione tipica provinciale, calda e genuina e che evidenzia tutti i temi cari all’autore: l’amicizia, l’amore, la famiglia, la vita di provincia e stavolta anche la religione ma onestamente non sono riuscita ad afferrare completamente il suo messaggio – sempre ammesso che ce ne fosse uno – ma sicuramente mi ha ricordato che il vero e unico Dio vive già dentro di noi e che la fede è solo un desiderio.

Uomini di poca fede, Nickolas Butler, Marsilio, 2020 pp.271. Traduzione Fabio Cremonesi.

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