Tunué Romanzi: il mio resconto personale dopo aver letto i primi due

Dettato, Sergio Peter, Tunué, 2014 pp.110.

Primo libro pubblicato nella collana Romanzi di Tunué – correva l’anno 2014 – e mia primissima lettura riguardo alla suddetta collana ma purtroppo non mi è piaciuto affatto.

Insomma è uno di quei romanzi che finisci di leggere e poi dici: “Eh?!?” e lo dico con dispiacere perché in alcuni punti – fatte le dovute proporzioni – mi ricordava molto il Cesare Pavese de “La luna e i falò” e mi sembrava buona e molto interessante l’idea di rievocare i luoghi della propria infanzia e della propria memoria, condividerli, celebrarli e anche esorcizzarli insieme al lettore.
Probabilmente, non ho gradito molto il fatto che tutto sia stato ridotto in frammenti e all’interno di questi, siano stati aggiunti anche elementi che non hanno nulla a che vedere con la narrazione del momento – o almeno è così per il lettore che è ovviamente esterno alla storia – e che tentano di confondere e rendono un tantino difficoltosa la stessa permanenza tra le pagine.

Non sono riuscita ad afferrare ciò che Sergio Peter voleva comunicare attraverso le pagine del suo libro perché avvertivo sempre una costante sensazione di chiusura e l’impossibilità di penetrare all’interno delle pagine, quasi come se il libro fosse stato composto e concepito come una serie di appunti scollegati tra loro, incapaci di fornire un quacosa di compiuto a chi è esterno alla vita e agli aneddoti personali dell’autore.
Insomma, secondo me, è venuta fuori una sorta di Spoon River in salsa brianzola che purtoppo mi ha detto ben poco e che ho trovato fin troppo lontana, disconnessa, breve, distaccata e quasi proveniente da un’altra epoca.

Tunué

Sergio Peter

Stalin + Bianca Iacopo BarisonStalin + Bianca, Iacopo BarisonTunué, 2014 pp.175

Per essere un romanzo d’esordio è scritto abbastanza bene e racconta una storia che, tutto sommato, sta bene in piedi e che funziona e, personalmente, avrei evitato anche l’utilizzo di determinati artifici narrativi che gli fanno perdere un po’ di smalto e di naturalezza.

Questa è infatti la storia di Stalin – che deve il suo nome agli enormi baffi che dipingono il suo volto e che ricordano proprio quelli del rivoluzionario sovietico – e dei suoi blackout causati dagli attacchi di rabbia, di squilibrio e di disarmonia che lo portano ad agire senza lucidità e a compiere delle vere e proprie cazzate.

E proprio in uno dei suoi tanti momenti di follia e per paura di aver provocato un danno irreversibile, decide di scappare di casa e di portare con sé Bianca, la sua bellissima amica cieca di cui è follemente e segretamente innamorato, che trascorre il suo tempo a comporre mentalmente poesie e tentare di percepire tutto quello che la circonda.

Durante il loro folle e strampalato viaggio verso l’ignoto, s’interrogheranno spesso, faranno strane conoscenze, cercheranno giacigli di fortuna, ingurgiteranno barrette energetiche e filmeranno tutto grazie all’inseparabile videocamera di Stalin, nella speranza di raccontare la loro storia attraverso le immagini catturate.

Tunué

Iacopo Barison

Eppure, forse, basterebbe semplicemente chiedere aiuto a qualcuno per risolvere buona parte dei loro problemi e per aiutare finalmente Stalin ad uscire da quel vortice rabbioso, nel quale sembra trascinare anche la povera Bianca ma allo stesso tempo, mi piace pensare che questo libro – oltre ad essere un romanzo sull’adolescenza, sull’ansia verso il futuro, sull’amicizia e su quel filo sottile che la separa dall’amore, sul senso di impotenza e sul desiderio di voler cambiare le cose –  è anche un inno alla speranza e una lode ai sogni e alle emozioni contrastanti.

Dettato, Sergio Peter, Tunué, 2014 pp. 110.

Stalin + Bianca, Iacopo Barison, Tunué, 2014 pp. 176.


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