Sunset Limited di Cormac McCarthy ovvero prospettive in bianco, in nero e in altre mille diverse fumature

sunset-limited-cormac-mccarthy-librofiliaUn antico proverbio cinese dice che se salvi la vita ad una persona ne diventi automaticamente il responsabile per tutto il resto dei giorni che verranno e questo è un po’ il leitmotiv di Sunset Limited: il libro certamente più breve, atipico e mistico di Cormac McCarthy scritto nel 2006 sottoforma di dialogo serrato e già ampiamente riadattato per il cinema e per il teatro.

Al centro di Sunset Limited vi sono due uomini –uno bianco e l’altro nero- che rappresentano due mondi totalmente opposti sia per vissuto che per divergenti prospettive, che inaspettatamente si ritrovano a discutere sulla condizione e sulla sofferenza umana ma soprattutto sull’esistenza di Dio.

Il treno Sunset Limited

Il treno Sunset Limited


Infatti solo qualche ora prima, il nero ha salvato la vita al bianco che angosciato e depresso aveva deciso di suicidarsi buttandosi appunto sotto le rotaie del Sunset Limited -il treno che tre volte a settimana scarrozza i suoi passeggeri da Los Angeles a New Orleans- proprio nel giorno del suo compleanno –forse per sottolineare la cerimoniosità del gesto estremo- e ora che i due uomini sono seduti ai due lati opposti di un tavolo sul quale campeggia una Bibbia, essi si confrontano e si punzecchiano a vicenda.

La tratta ferroviaria del Sunset Limited

La tratta ferroviaria del Sunset Limited


Il bianco colpevolizza infatti il nero di non essersi fatto i fatti suoi e per non averlo lasciato compiere in santa pace l’insano gesto:






E comunque, chi è sempre pronto ad occuparsi dei perfetti sconosciuti molto spesso non si occupa delle persone di cui dovrebbe occuparsi. Per come la vedo io. Se uno si limita a fare ciò che dovrebbe, non diventa un eroe.


mentre il nero –timorato di Dio e molto sicuro di se stesso e del suo passato di galeotto- spiega al bianco che la causa del suo malessere è dovuta principalmente alla mancanza di fede, all’ostilità che nutre verso l’intero genere umano e alla sua razionalità e forse proprio da questo derivano le sue pesanti affermazioni:

Probabilmente non credo più in una serie di cose in cui credevo una volta, ma questo non significa che non creda più in niente.

Non c’è niente da seguire. Va bene cosí. Le cose che amavo un tempo erano molto fragili. Molto delicate. Ma io non lo sapevo. Pensavo che fossero indistruttibili. E mi sbagliavo.


E mentre il nero intinge le sue parole di sacralità e ribadisce la presenza di Dio nello squallido stanzino nel quale si trovano, il bianco dal canto suo preferisce dare la colpa del suo disagio alla società occidentale e cerca in mille modi diversi di alzare il sedere dalla sedia, dirigersi alla porta e darsela a gambe.

Il nero però ama Dio –piombato nella sua vita solo qualche anno prima dopo una violenta rissa in galera- e ama le sfide ecco perché cerca in ogni modo di convertire il bianco, di allontanare una volta per tutte i cattivi pensieri dalla sua mente e di aprirgli finalmente gli occhi:

La luce è tutto intorno a te, sennonché tu non vedi nient’altro che ombra. E l’ombra è la tua. Sei tu che la fai.



mentre il bianco continua a ribadire la sua personale visione del mondo:

Per me il mondo è fondamentalmente un campo di lavori forzati da cui ogni giorno si estraggono a sorte dei detenuti – completamente innocenti – perché vengano giustiziati. Non è cosí che la vedo. È cosí che è.


Cormac McCarthy sottolineando e contrapponendo uno dei temi più cari della letteratura del Sud –ovvero l’obbedienza cieca alla religione e la relativa remissione- regala uno spaccato breve ma intenso che non intende schierarsi da nessuna parte ma che allo stesso tempo solleva quesiti e riflessioni.

Leggendo Sunset Limited e osservando attentamente la figura del nero, mi è più volte tornato in mente il Mason Tarwater de Il cielo è dei violenti di Flannery O’Connor e anche il suo fantatismo, la sua esaltazione e la sua voglia di convertire il prossimo e ma fortunatamente, nel caso di Sunset Limited, l’essenzialità delle descrizioni e dei gesti, amplificano la potenza del dialogo che se da un lato viene penalizzato per la tempistica molto veloce e schietta, dall’altro canto invece evita di fossilizzarsi e di cadere nella retorica.

Songtrack:


Sunset Limited, Cormac McCarthy, Einaudi, 2008 pp.115. Traduzione Martina Testa.

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