Autoritratto: lo scrapbooking esclusivo firmato Joe Brainard

Autoritratto-Joe-Brainard-librofiliaConfesso di non essere né un’amante né un’appassionata di arte – intesa nei suoi più genuini canoni – e non amo scorrazzare per musei o pinacoteche – anzi lo trovo decisamente noioso – e se spesso mi rammarico di questo mio limite, giustificandomi poi con il fatto di non essere semplicemente predisposta, allo stesso tempo – in quest’epoca dove tutto è scopiazzato, omologato e piratato compresa l’arte – capisco però che a fare la vera differenza è l’originalità che quasi sempre è accompagnata da una scarsa attitudine al vivere.

O almeno, questo è ciò che ho pensato leggendo Autoritratto, un libro che non è un’autobiografia canonica ma che si prefissa l’obiettivo di fornire al lettore un’immagine ancora più esaustiva di Joe Brainard, l’eclettico artista nato in Arkansas, cresciuto in Oklahoma e maturato artisticamente fra New York e Parigi, già autore di Mi ricordo.

Quando penso infatti a Joe Brainard, l’unica immagine attraverso la quale riesco a sintetizzarlo è una tela linda e immacolata sulla quale viene accidentalmente rovesciato un vasetto di vernice – il colore sceglietelo voi – di cui nessuno potrà sapere o intercettare le traiettorie e le forme che assumerà il colore sulla tela, dal momento che tutto è dannatamente imprevedibile e perciò affascinante.

Joe Brainard è stato infatti un artista eclettico, poliedrico, creativo e totalmente fuori dagli schemi che ha vissuto la sua intera esistenza – dopo un’adolescenza piena di complessi – all’insegna della libertà e dell’anticonformismo ma che allo stesso tempo non si è mai vergognato di mostrare – nelle sue opere artistiche come nei suoi scritti – il suo lato più intimo, sensibile e incapace di stare alle regole e alle dinamiche del mondo:

…io e il mondo siamo grandi e completamente fottuti. Non sarò mai felice o soddisfatto, sarò sempre così, completamente fottuto. Eppure entusiasta di tutto. Saprò sempre, eppure non saprò mai davvero. Farò quadri meravigliosi, ma non farò mai ciò che voglio. Imparerò a comprendere e accettare la vita, ma non saprò mai perché. Amerò e farò l’amore, ma saprò che potrebbe essere meglio. Sarò intelligente, ma saprò sempre che ci sono un’infinità di altre cose da imparare. Sono condannato, ma non posso cambiare.



e che spesso lo ha condotto di volta in volta, ad un conflitto personale o familiare – poiché questi ultimi accusati di essere incapaci di comprendere il suo stile di vita e la sua scelta personale di essere un’artista a tutto tondo – o nei confronti della propria arte e del sentirsi bravo artista:

A volte ho la sensazione di non essere un bravo artista. Gran parte delle volte, lo ammetto, dipingo per tenermi occupato. Spero che in futuro mi baserò di più sull’ispirazione. Forse la sto sommergendo.



ma anche in senso più ampio, un vero e proprio conflitto con la propria immaginazione e con la sensazione di essere incapace di esprimere tutta la bellezza che lo circondava.

Ed ecco che allora dietro a quell’aura di grandezza ed egocentrismo che traspare dalle pagine dei suoi scritti è possibile intercettare fra le righe, una fragilità non indifferente e un perenne senso di inadeguatezza che rendono Joe Brainard dannatamente umano, innocente e a tratti persino candido e che in qualche modo finisce per trovare la sua pace interiore solo dinanzi ad una tela o un foglio bianco, cercando di imprimervi in entrambi i casi, una ricca carica di sentimenti e di stati d’animo più disparati.

Joe Brainard è un artista unico, complesso e pieno di entusiasmo che come un piccolo Peter Pan rinchiuso in un corpo adulto, parte da un suo frammento dell’infanzia o dell’adolescenza, per accendere ricordi e sensazioni che lo riconducono inevitabilmente al presente e che gli dimostrano come in fondo, ben poco sia cambiato da quel momento.

Dopotutto Joe Brainard scrive si di se stesso ma leggendolo, ci si accorge che in realtà parla in senso universale, poiché è facile ritrovare un pezzo di noi stessi – come può succedere con Mi ricordo – nelle parole di Brainard, poiché tutto quello che scrive è frutto dell’autentica esperienza e della fiducia cieca verso gli altri e verso l’amore che gli permettono di infondere speranza nel domani:

Ho scoperto che conto molto sul fatto che ogni nuovo giorno è un nuovo giorno.



nei nuovi inizi:

Io credo molto nei nuovi inizi, anche se non sono così ingenuo. Sono davvero un ottimista, in parte, ne sono certo, per scelta. Ma è sempre meglio che essere pessimisti. Ovviamente sono entrambi atteggiamenti sciocchi, ma necessari, credo.



anche quando:

…la vita non è sempre così meravigliosa, e non è sempre così facile. A volte fa proprio male. Lo sapete anche voi. E lo so anch’io. E non c’è nulla da fare, a parte scriverne.


Ed ecco spiegato perché solo un artista come Joe Brainard può risultare credibile pubblicando in un libro 1504 annotazioni legate ai suoi ricordi o come Autoritratto che contiene al suo interno poesie, immagini, disegni, fumetti, frammenti di diario o pensieri che non si arrogano il diritto di spiegare il mondo o di dare soluzioni, bensì vogliono delineare il profilo di questo artista ambizioso e genuino e dallo sguardo acuto, lucido, innovativo e anticonvenzionale che incarna alla perfezione tutto lo spirito americano.


Autoritratto, Joe Brainard, Lindau, 2015 pp.270. Traduzione Thais Siciliano.


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