Sotto il falò: la raccolta di racconti dal Wisconsin e targata Nickolas Butler

Nickolas Butler

Sé è vero che il secondo album è sempre il più difficile per la carriera di un’artista – diceva il grande Caparezza -, proviamo ad immaginare che cosa rappresenta, invece, per uno scrittore o una scrittrice, il secondo libro soprattutto quando il primo libro è stato così ben accolto dalla critica e dai lettori di tutto il mondo.

Diciamo che è questa la sensazione che ho avvertito iniziando a leggere Sotto il falò ovvero la raccolta di racconti di Nickolas Butler e il secondo libro pubblicato dopo l’enorme successo riscosso da Shotgun Lovesong, il suo libro d’esordio: un romanzo che ho amato e a dismisura e consigliato praticamente a chiunque.

Shotgun Lovesong

Dunque, i racconti contenuti in Sotto il falò sono piacevoli, si lasciano leggere facilmente e stanno bene in piedi perché sono scritti perfettamente anche se sembrano subire una sorta di rallentamento nella parte centrale del libro ovvero quando i temi trattai diventano leggermente più pesanti e si discostano dalle solite tematiche care a Nickolas Butler: la provincia rurale, l’amicizia, l’amore, il fallimento e la redenzione, per andare a parare su temi probabilmente poco avvezzi a questo scrittore originario del Wisconsin come: l’ecoterrorismo o lo strano desiderio di vendetta che sprigiona un uomo, ormai, quasi in fin di vita.

Shotgun Lovesong
Nickolas Butler

Tra i dieci racconti che compongono Sotto il falò ve ne sono alcuni che mi sono piaciuto davvero molto come: Il galà della motosega ovvero il racconto che apre questa raccolta di Nickolas Butler e che mi ha immediatamente riportato alla mente alcune delle tematiche e delle atmosfere che mi hanno spinto ad amare Shotgun Lovesong come: l’amicizia, i falò, l’amore e il tradimento e altri, invece, che mi hanno convinta di meno come Petrolio dolce.

Probabilmente è proprio così che dev’essere e che devono andare le cose dopo aver dato alle stampe un libro tanto intenso e profondo come Shotgun Lovesong e l’unica via percorribile per poter chiudere un capitolo tanto forte e intenso come quello legato al proprio libro d’esordio consiste proprio nel dedicarsi a tante microstorie, tanti micro mondi e tanti piccoli spaccati di vita che, inevitabilmente, sembrano essere legati tra loro e accomunati da un unico filo conduttore: il fuoco o meglio, il falò, che è da sempre sinonimo di purificazione e di rinascita esattamente come quella intrapresa Nickolas Butler dopo la pubblicazione del suo primo libro e prima ancora del suo libro successivo che, purtroppo, non mi ha convinta proprio per nulla.

Sotto il falò, Nickolas Butler, Marsilio, 2018 pp. 236. Traduzione Claudia Durastanti.

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