Panorama di Tommaso Pincio ovvero l’amore per i libri al tempo dei social network

panorama-tommaso-pincio-librofiliaAvete mai riflettuto sul fatto che forse leggere –oltre ad essere una passione- potrebbe essere anche una sorta di missione o di vocazione?

E soprattutto avete mai immaginato a che cosa potrebbe provare un lettore –che magari nella sua vita non ha fatto altro che leggere e trascorrere in compagnia dei libri buona parte delle sue giornate e spesso anche delle sue nottate- se all’improvviso perdesse del tutto il piacere, la curiosità e l’appetito verso i libri e la lettura?

Questo è più o meno ciò che accade ad Ottavio Tondi –il protagonista di Panorama, l’ultimo romanzo di Tommaso Pincio, pubblicato lo scorso maggio da NN Editore– un uomo sulla cinquantina, passivo, totalmente sfiduciato ma condizionato dal giudizio altrui e in eterna guerra con se stesso e con il mondo, caduto in disgrazia in seguito ad un terribile episodio di gratuita violenza e costretto cosi a barattare la sua naturale attitudine verso i libri e le parole stampate con una corrispondenza virtuale intrigante e instabile intrapresa con una ragazza bellissima e misteriosa della quale –per ovvie ragioni anagrafiche- potrebbe esserne il padre, attraverso un social network chiamato Panorama.

Panorama è appunto un luogo virtuale dove ogni utente attraverso la creazione di un profilo, può spiare ed essere a sua volta spiato, può pubblicare, commentare, condividere qualsiasi notizia anche infondata dando così vita ad una sorta di diffamazione e sciacallaggio mediatico senza controllo.

Tutti vogliono vedere tutto proprio perché si ha sempre qualcosa da nascondere.

Avevano ragione a chiamarlo Panorama. Proprio di questo si trattava: dell’umanità fatta paesaggio. Era come accendersi una sigaretta e affacciarsi alla finestra. E quando mai importa quale paesaggio si affacci alla tua finestra? Quale vista ti offra? Potresti passarci comunque le ore. Anzi più la vista è scialba e vuota, più ti incanti, perché in realtà non hai bisogno di guardare qualcosa, hai bisogno di perderti nel tuo sguardo. Una forma di meditazione.



Eppure Ottavio Tondi prima di trascorrere le sue giornate e spesso le sue nottate dinanzi alla luce pallida e fluida del monitor e prima ancora di intraprendere questa fitta e solida corrispondenza con Ligeia Tissot -fatta di scambi di messaggi, pensieri e fotografie che hanno quasi sempre il sapore del rimpianto, della disillusione e della decadenza- era un lettore puro ossia uno di quelli che legge per pura passione e per puro piacere personale, senza avvertire mai la benché minima ambizione letteraria e proprio per questo motivo ha bandito dalla sua vita penne e matite, votandosi cosi ad una casta astinenza scrittoria.

Ottavio Tondi ora vive infatti in un’epoca astratta e disgregata, dove i libri sono banditi e i critici e gli studiosi si sono ormai estinti e proprio ora che:

…le librerie non esistevano più, la lettura era diventata una passione pericolosa e clandestina…



ma un tempo Ottavio Tondi era proprio l’uomo emblema e allo stesso tempo martire della lettura, divenuto prima lettore solo per scatenare l’ira e per placare il desiderio di vendetta nei confronti di suo padre e poi famoso a causa di un bizzarro equivoco e nel giro di poco tempo acclamato da autori e direttori editoriali vari, disposti a tutto pur di sottoporre e ottenere un giudizio sui manoscritti proposti.

Non c’erano più editori, non c’erano più librerie né una letteratura degna di tal nome, nessuno leggeva più. Tutto vero. Ma il fatto che nessuno leggesse più non significava che nessuno scrivesse. Le persone scrivevano come e più di prima. Solo che erano condannate a tenere i loro inutili romanzi nei cassetti e proprio qui entrava in scena lui, Ottavio Tondi, il grande Ottavio Tondi.



e proprio in una di queste occasioni, Ottavio Tondi scatenerà inconsapevolmente l’ira e il risentimento di un aspirante autore distrutto da un giudizio negativo di Tondi e ora disposto a tutto pur di vendicarsi.

E proprio nel momento in cui nessuno ha più fede nei libri e nella lettura anche se

…non era morta la letteratura, erano morti loro, i letterati. La letteratura esisteva ancora, ma in una forma nuova, non più cartacea, non più scritta per essere letta. In un certo senso era tornata all’oralità, un’oralità diversa…



e occorre mantenere i nervi saldi e resistere, Ottavio Tondi avverte invece un rigetto totale verso i libri che in un primo momento lo indurrà a creare con i libri una sorta di contatto alternativo

L’orbitare attorno alla città aveva infatti il potere di riportargli alla mente le pagine lette in gioventù, quando era ancora un lettore. A volerla dire come la raccontava lui, non si trattava neppure di ricordi ma di apparizioni.



e successivamente lo spingerà lentamente e definitivamente nelle grinfie di Panorama e più in generale del web che sembra non possedere alcun punto in comune con la precedente attitudine di Ottavio Tondi e che dimostrerà come

…arriva immancabilmente un momento in cui la vita di una persona manifesta una specie di piega, una forma nella quale la persona si ritroverà per sempre schiavo, fino alla morte.



Panorama è un libro che piacerà molto ai lettori poiché è ricco di riferimenti e di richiami culturali, sociali e letterari inoltre rappresenta un punto di osservazione sul proliferare incontrollato delle ambizioni letterarie e sulla fruizione scellerata, incontrollata, effimera e spesso dannosa del web e di conseguenza dei social network e del relativo fascino perverso ed erotico che essi esercitano sull’individuo.

Eppure, prima di tutto Panorama è una dichiarazione d’amore verso i libri e verso la lettura fatta attraverso la penna raffinata e malinconica di Tommaso Pincio che senza retorica, senza sentimentalismi o giri di parole ci ricorda qual è il vero compito dei libri e della lettura e di quanto sia sacrificante ma immensamente appagante la vita di un lettore.

Brano suggerito:

Panorama, Tommaso Pincio, NN Editore, 2015 pp.199.




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