Le Vie dei Canti: il testamento spirituale e letterario di Bruce Chatwin

La letteratura di viaggi, per qualche oscura ragione, è sempre stata un po’ snobbata così come la stessa figura di Bruce Chatwin: uno dei principali scrittori di viaggi, di origine britannica, dal viso pulito e morto troppo giovane a causa dell’AIDS e probabilmente più conosciuto per aver reso celebri e popolari i taccuini Moleskine che per i libri che ha scritto durante la sua breve vita.

Bruce Chatwin, English writer in 1979. Credit: Ulf Andersen / Aurimages.

I libri di Bruce Chatwin, quando ero giovane e spavalda, erano sempre in cima alla mia wishlist perché sognavo di girare il mondo con uno zaino in spalla, di scrivere esattamente  in quel modo e una parte di me credeva che fosse davvero possibile.

All’improvviso, però, quei libri sono spariti dalla mia wishlist perché sono cambiati i miei gusti, le mie priorità, il mio modo di assimilare le letture o più semplicemente sono cambiata io. Eppure quando, qualche settimana fa, sono entrata in libreria ecco che mi è improvvisamente tornata la voglia di leggere Le Vie dei Canti di Bruce Chatwin e così ho assecondato questo desiderio senza pensarci troppo.

Bruce Chatwin

Ne Le Vie dei Canti, Bruce Chatwin si reca nel deserto australiano per avvalorare la tesi secondo la quale l’uomo nasce nomade ed è proprio qui che, entrando in contatto con gli aborigeni, scopre le cosiddette Vie dei  Canti ovvero quel dedalo infinito di sentieri che attraversa l’Australia e che racconta di una realtà forse impensabile per l’uomo moderno.

Gli aborigeni, infatti, non immaginano il loro territorio delimitato da confini o da frontiere bensì da vie o percorsi, battuti sin dai loro antenati mentre cantavano dei versi ed è proprio così che questi canti diventano strumenti attraverso i quali identificare i propri luoghi, la propria storia e allo stesso tempo diventano oggetti di scambio, attraverso i quali creare alleanze e siglare la pace.

Ecco che i versi dei canti diventano così dei titoli di proprietà, capaci di comprovare il possesso di un determinato territorio e tutti gli uomini aborigeni, ereditano un pezzo di canto dai propri antenati e la striscia di terra su cui esso passa. I versi dei canti, inoltre, si possono prestare o ricevere in prestito ma non possono mai essere venduti o dimenticati poiché se essi vengono dimenticati la terra ne può addirittura morire.

E così, scopriamo che gli aborigeni sono un popolo fatto da uomini e donne fieri, orgogliosi, coraggiosi, tenaci e astuti nel trattare con l’uomo bianco, con il quale hanno necessariamente dovuto imparare a convivere per preservare la loro libertà e il loro modo di vivere.

Forse è proprio dagli aborigeni che dovremmo imparare quella filosofia di vita che li lega profondamente alla terra che, oltre a donare la vita all’uomo, gli fornisce anche il nutrimento, il linguaggio e l’intelligenza e quando esso muore si riprende tutto ciò che gli ha donato. Ecco perché ferire la terra equivale a ferire sé stessi.

Le Vie dei Canti è un libro totalmente ibrido – a metà tra romanzo, saggio, diario e memoir -, nel quale Bruce Chatwin, da ottimo affabulatore arguto e geniale, riassume le idee, le citazioni e gli incontri occorsi in questa sua esperienza australiana ma soprattutto attraverso il quale tenta di rispondere ad un solo quesito fondamentale: qual è la vera natura dell’inquietudine umana?

Bruce Chatwin, in questo suo libro, non pone soluzioni o risposte definitive ma evidenzia tutta l’incapacità dell’uomo nel rimanere fermo in una stanza, dimostrando come lo svago e il cammino sono capaci di alleviare le sofferenze umane, liberando da pesi e da legami perché dopotutto l’uomo nasce e si evolve nomade.

Il deserto, dopotutto, è la nostra patria perché è in esso che si sono forgiati i nostri istinti e abbiamo imparato a sopravvivere oltre a rappresentare il più grande serbatoio di civiltà, libertà, coraggio e onestà.

Bruce Chatwin, attraverso Le Vie dei Canti, dimostra che si viaggia per conoscere il vero valore degli uomini e solo la vita nomade è capace di ristabilire l’armonia tra l’uomo e l’universo e gli uomini moderni, che sono il risultato di numerosi condizionamenti , come mai non hanno ancora compreso che nelle città si decade moralmente, spiritualmente e fisicamente?

Le Vie dei Canti, Bruce Chatwin, Adelphi, 1988 pp.390. Traduzione Silvia Gariglio.

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