Il mio personale e momentaneo (spero) blocco nel leggere racconti

Durante questo lungo ed estenuante periodo, i libri mi hanno realmente tenuto compagnia e lo stop forzato mi è servito a smaltire tutta una serie di libri che mi osservavano minacciosi dalla scrivania.

Allo stesso tempo, però, devo ammettere che in questo stesso periodo non sempre la voglia di leggere e la concentrazione sono state due costanti, anzi. Spesso mi sono capitati di periodo di stasi totale, nei quali qualsiasi libro mi sembrava illeggibile e il cui peso mi sembrava insostenibile anche solo da tenere in mano e allora, ho dovuto necessariamente rallentare e aspettare che tutto tornasse ad una sorta di normalità e così, fortunatamente, è stato.

Eppure c’è un genere che ho smesso praticamente di leggere da quando è iniziata questa brutta storia della pandemia e mi riferisco ai racconti, non so se le due cose siano collegate tra loro ma così, purtroppo, è. Dall’inizio dell’anno, non riesco più a leggere raccolte di racconti e il bello è che non saprei nemmeno spiegare effettivamente il perché.

Ho sempre letto con molto piacere le raccolte di racconti e non l’ho mai considerato un genere inferiore, anzi. Sono più che convinta che ci voglia più talento nello scrivere un buon racconto rispetto allo scrivere un ottimo romanzo. Perché si sa, nel romanzo il respiro è ampio, hai a disposizione un buon numero di pagine per caratterizzare alla grande personaggi ed eventi mentre nel racconto ti giochi tutto in poche pagine, anzi in pochissime. Ecco perché ho sempre provato una grande ammirazioni per gli scrittori e le scrittrici di racconti eppure, al momento, non riesco proprio più a leggerli.

E non credo che la colpa sia imputabile ai racconti che mi sono capitati tra le mani, dall’inizio dell’anno fino ad oggi, perché sulla scrivania ho diverse raccolte di racconti che aspettano di essere lette, di autori e di autrici che sono considerati veri e propri maestri del genere. Mi riferisco a Charles D’Ambrosio o a Amy Hempel, giusto per citarne qualcuno. Eppure, in tutto questo periodo, c’ho provato e riprovato più volte a leggerli ma la mia curiosità e la mia volontà, purtroppo, non mi hanno permesso di andare oltre le primissime pagine, per poi riporli nuovamente sulla scrivania e andare alla ricerca di un romanzo.

Sarà che in questo momento sono alla ricerca di storie di ampio respiro, capaci di condurmi in un’altra dimensione e di abbandonarmi completamente a tutto quello che hanno da dirmi, compresi personaggi e situazioni. Sarà che in questo momento trovo dispersiva e disturbante la frammentarietà dei racconti. Sarà quel che sarà ma alla fine è così e devo accettarlo senza sentirmi in colpa.

Sono certa che, prima o poi, tornerò a leggere le raccolte di racconti e sarà bellissimo esattamente come se li avessi appena scoperti e letti per la prima volta.

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