La notte arriva sempre: il nuovo splendido romanzo di Willy Vlautin

Ci sono scrittori dei quali, inevitabilmente, finisco per leggere qualsiasi cosa venga pubblicata anche quando il libro precedente non ha interamente soddisfatto le mie aspettative. Tutto questo, probabilmente, succede per colpa di uno strano senso di fedeltà che nutro non tanto nei confronti dell’autore o dell’autrice in questione bensì per la fedeltà nei confronti delle storie.

Questa cosa, ad esempio, mi succede con due scrittori in particolare: Nickolas Butler e Willy Vlautin. A dire il vero di Nickolas Butler, finora, ho apprezzato solo il suo romanzo d’esordio mentre il resto della sua produzione letteraria mi ha lasciata piuttosto insoddisfatta ma comunque, continuo e continuerò a leggere i suoi libri proprio per via di quello strano senso di fedeltà.

Per quanto riguarda Willy Vlautin, invece, ho letto tutto quello che finora è stato tradotto e pubblicato in italiano e devo dire che la sua produzione letteraria ha avuto, secondo me, alti e bassi ma ci sono due romanzi in particolare che ho fortemente apprezzato, che consiglio e che continuerò a consigliare: Io sarò qualcuno e La notte arriva sempre, l’ultima pubblicazione portata in Italia sempre da Jimenez Edizioni.

Willy Vlautin

Per certi versi, questi due libri, hanno molti elementi in comune, se si esclude il fatto che nel primo titolo il protagonista è un ragazzo mentre ne La notte arriva sempre, la protagonista è una ragazza poco più che trentenne.

Lynette, questo è il nome della protagonista del nuovo romanzo di Willy Vlautin, è infatti una ragazza cresciuta in una famiglia disfunzionale, composta da una madre totalmente assente per colpa del lavoro e ora ritrovatasi con una forte tendenza all’alcool, da un fratello mentalmente disabile e da un padre che li ha abbandonati, lasciandoli in un mare di guai e di debiti.

Come se non bastassero già tutti i problemi familiari, Lynette è stata quasi ad un passo dall’essere violentata dall’ex fidanzato di sua mamma e pur di non confessare quanto accaduto – per paura di essere sbattuta fuori casa -, ha preferito fuggire e far perdere le sue tracce e una volta tornata a casa, dopo alcune rocambolesche vicissitudini, si è ritrovata vittima di una forte depressione, a tal punto da odiare profondamente sua madre, da tentare in un paio di occasioni il suicidio, da non saper gestire i suoi scatti di rabbia, fino a perdere il suo unico grande amore ma soprattutto ad essere ricoverata in una clinica psichiatrica.

La sua disperazione scomparve. Ecco come deve essere il vero amore, si diceva. Ti salva e ti cambia. È come vivere dentro a un film in cui lo sporco e le cicatrici che hai vengono sdradicati.

pp.129

Ma ora, Lynette sente di essere cambiata e sembra davvero una persona nuova, fa due lavori per mantenersi e per aiutare sua madre con le spese familiari, si occupa di suo fratello e soprattutto ha grandi progetti per il futuro, tra i quali acquistare la casa dove vivono, per iniziare a mettere un punto fisso nelle loro esistenze e per non vivere con la paura costante di essere sbattuti fuori casa.

E proprio mentre mancano una manciata di giorni per consegnare la caparra che permetterà l’acquisto dell’ immobile, la madre di Lynette si presenta a casa con una nuova auto fiammante, mandando a monte e tradendo tutti i loro progetti,  gettando la ragazza nella più cupa e profonda disperazione e dichiarando la propria  stanchezza e la propria resa dinanzi a qualcosa di molto più grande di lei.

Comincio a pensare che certe persone sono semplicemente nate per affondare. Nate per fallire. E sto iniziando a rendermi conto che io sono una di quelle, e tu non hai idea di come ci si senta. Di quanto sia brutto raggiungere questa consapevolezza. Ma questo non significa che voglio che le cose siano difficili come sono sempre state. Non significa che voglio che rimangano così. Non significa che mi piacciono così. Ma devo pur vivere, no?

pp. 187

Lynette è davvero pronta a tutto pur di acquistare una casa e cerca in ogni modo di racimolare il denaro necessario, consapevole dei calcoli che non ritornano e della difficoltà di ottenere un prestito bancario ma soprattutto consapevole di vivere in una città come Portland che sta cambiando aspetto velocemente, subendo da un lato una radicale gentrificazione e dall’altra ritrovandosi i barboni a dormire agli angoli dei quartieri.

Portland (Oregon)

Willy Vlautin, attraverso La notte arriva sempre, ci racconta uno spaccato di America di provincia, ai più sconosciuta e letteralmente impazzita, popolata da: donne che arrivate alla soglia sei settant’anni si ritrovano ancora a servire cibi e bevande nei bar e consapevoli di rincorrere una pensione che difficilmente arriverà; da lavoratori sudamericani sfruttati e sottopagati; da cittadini in possesso di un’arma da fuoco ma senza un’assistenza sanitaria adeguata e soprattutto da gente ricca sempre più ricca e da gente povera sempre più povera.

Ti arriva una bolletta, la paghi. È abbastanza semplice. Vuoi comprarti qualcosa, allora metti i soldi da parte, abbi un po’ di cazzo di pazienza. Pagala in contanti. Una volta era così che funzionava in questo paese. Adesso nessuno è più disposto ad aspettare. Nessuno mette più i soldi da parte per quello che si vuole. Carte di credito e carte di credito e carte di credito. Si prendono delle cose che non hanno guadagnato, per cui non hanno sudato. E la metà delle volte comprano delle cose che nemmeno sapevano di desiderare.

pp.150

Attraverso una scrittura semplice, autentica e capace di arrivare dritta all’anima del lettore, Willy Vlautin fa letteralmente a pezzi il sogno americano e tutto quello che ne consegue, dimostrando come non basta più lavorare sodo per raggiungere i propri obiettivi ed esaudire i propri sogni ma che tutto è cambiato e sembra destinato ancora a cambiare, purtroppo però non per il meglio.

La terra dei liberi e tutto quel mucchio di merda. Si tratta solo di uomini che su prendono quello che vogliono e lo giustificano come gli fa più comodo così possono alzarsi la mattina e prenderne ancora di più…

pp. 202

Allo stesso tempo, però, bisognerebbe imparare da Lynette – la giovane protagonista dell’ultimo romanzo di Willy Vlautin – che nonostante le avversità e il tormento che le restituisce la sua città, sembra non volersi arrendere all’evidenza e continua a lottare anche se ha il corpo e l’anima pieno di ferite e di cicatrici ma possiede pur sempre un cuore grande e buono, capace di amare e consapevole di resistere a qualsiasi tipo di urto.

La notte arriva sempre, Willy Vlautin, Jimenez, 2021 pp.206. Traduzione Gianluca Testani.

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