La gente per bene: la fine del lavoro e la disoccupazione secondo Dezio

La gente per bene

Confesso che leggo pochissima narrativa italiana e lo dico senza voler apparire snob o esterofila a tutti i costi ma purtroppo questo è il prezzo da pagare per avere una comfort zone così radicata e dalla quale non ci si riesce a staccare tanto facilmente.

Eppure, per la cosiddetta letteratura industriale italiana nutro una sorta di debole, sarà perché vivo nella regione d’Italia con il più alto tasso di disoccupazione o più semplicemente perché non ho ancora realmente capito cosa voglio fare nella mia vita ma posso assicurarvi che, la curiosità e l’ammirazione verso questo genere – stavolta, vi prego concedetemi il termine genere rivolto alla letteratura – è nata proprio grazie ai libri di Massimiliano Santarossa e sta meravigliosamente proseguendo grazie ai libri dello scrittore pugliese Francesco Dezio, che è in qualche modo uno dei precursori sul tema.

La gente per bene di Francesco Dezio: la trama

Ebbene, dopo l’ottima impressione fattami dal suo libro d’esordio Nicola Rubino è entrato in fabbrica, leggere La gente per bene è stata una piacevole riconferma, utile a sottolineare e a ribadire tutto il talento e l’attitudine di Francesco Dezio verso l’argomento clou del libro ovvero la fine del lavoro, la disoccupazione e tutto quello che ne consegue.

La gente per bene

Francesco Dezio

Francesco, il protagonista de La gente per bene – occorrerà forse chiedere all’autore quanto c’è di autobiografico in questo suo secondo libro – è un ragazzo che dopo aver cambiato lavoro in diverse aziende pugliesi, non riesce a trovare ancora il suo posto nel mondo, né dal punto di vista professionale e nè da quello personale, e tutto questo gli genera ansia, angoscia, frustrazione e senso di impotenza, dal momento che il mondo e tutte le persone accanto a lui si muovono velocemente, si realizzano e raggiungono obiettivi e traguardi importanti mentre Francesco invece sembra perennemente fermo e immobilizato in una condizione dalla quale non riesce e non vuole uscire e che anzi lo porta a perdere la propria autonomia, le proprie amicizie e persino la propria donna.

Un silenzio, ecco. Un silenzio in cui non trovo pace, mentre mi aggiro per la città inesistente, fantasma da anni, anche se non credo di essere ancora del tutto morto. Che città è? Mi chiedo, mentre percorro il marciapiede stando attento a non scivolare su qualche pozza di ghiaccio e finire steso sull’asfalto. Sono l’unico essere umano che cammina intorno alle dieci in un quartiere immenso, una città nella città nata in pochissimi anni.

 

E mentre i giorni si trascinano senza sosta, mettendo tutto sotto una luce nuova e piuttosto amara e tutti i datori di lavoro che Francesco ha conosciuto e con i quali ha lavorato, appaiono tutti come strane creature che risalgono dagli abissi pronte a sacrificare e a chiedere l’impossibile ai propri dipendenti – il tutto in nome del progresso, del mercato, della produzione e del margine – Francesco decide di non svendersi più, di non sottostare più a queste logiche perverse e preferisce ritirarsi, rinunciare a tutto e vivere quasi da reietto pur di non essere più un prodotto di quel determinato ambiente, addirittura preferendo il dolore al falso benessere. E proprio quando tutto sembra precipitare irrimediabilmente, in un impeto di coraggio e di desiderio di riscatto, Francesco prende una decisione che mai si sarebbe sognato prima di quel momento e prova a dare finalmente una scossa a questa sua benedetta vita.

La gente per bene come specchio riflesso della nostra società

Francesco Dezio, con il suo La gente per bene, illusta e fotografa perfettamente la nostra società attuale e la relativa condizione economica precaria che attraversa i nostri tempi bui e lo fa senza fare sconti a nessuno e soprattutto sapendo che – almeno in Italia – questi sono argomenti che fanno davvero riflettere e che gettano un alone di angoscia – soprattutto se vivi al Sud Italia e non possiedi un lavoro fisso – ma allo stesso tempo, ci ricordano che siamo davvero un esercito di persone a vivere nella stessa identica situazione e che l’importante è non perdere mai la dignità e avere la consapevolezza che tutto ciò che rappresenta un ostacolo insormontabile può diventare invece una vera e propria opportunità.

La gente per bene, Francesco Dezio, TerraRossa Edizioni, 2018 pp. 207.

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