Tempo variabile di Jenny Offill: raccontare il nostro tempo variabile e liquido

I libri di Jenny Offill finiscono un po’ per farmi tutti lo stesso effetto: ogni volta che ne termino la lettura, non mi convincono mai completamente eppure, tutte le volte che esce un suo nuovo libro, lo prendo, lo leggo e decido di dargli una nuova possibilità.

E tra tutti i libri di Jenny Offill che ho letto finora, questo è quello che mi ha convinta leggermente di più e probabilmente, non mi avrebbe fatto la stessa impressione se lo avessi letto in un momento diverso da quello che stiamo vivendo.

Jenny Offill

La protagonista di Tempo variabile è Lizzie: una bibliotecaria con una vita apparentemente normale, sposata, madre di un bimbo curioso e intelligente e con un fratello depresso e tossicodipendente dal quale correre ogni volta in soccorso.

Una volta mio fratello mi ha spiegato che gli mancavano le droghe perché quando le prendeva il mondo smetteva di chiamarlo. Mi pare giusto, avevo detto. Eravamo al supermercato. Intorno a noi le cose cercavano di mostrarsi per ciò che erano, ma la loro lucentezza scemava sempre più in quella musica orrenda.

pp.12

Allo stesso tempo, Lizzie è una donna ansiosa, testarda, complicata, che continua a farsi domande su ogni cosa e che segretamente lotta con tutte le sue ambizioni fallite.

Quando la sua amica Sylvia – esperta di cambiamento climatico – le chiede una mano per rispondere alla valanga di mail che giungono dagli ascoltatori del suo podcast “Cascasse il mondo” , che attira numerosi fine mondisti, Lizzie inizia a ricevere messaggi allarmati sulla fine dell’umanità, su come sopravvivere ad una catastrofe e sul cambiamento climatico.

Ben presto, la donna sprofonda in una dimensione inedita e caratterizzata da una sensazione di disastro imminente, nella quale percepisce il mondo e i suoi imminenti cambiamenti come una vera e propria minaccia e una condanna per tutta l’umanità.

Dopo ogni catastrofe inizia un periodo in cui quasi tutti si aggirano cercando di capire se si è trattato davvero di una catastrofe. Gli psicologi specializzati in catastrofi usano il termine “vagare” per descrivere le azioni automatiche della maggioranza delle persone quando si trovano in una situazione nuova e spaventosa.

pp.96

E se è vero che la sofferenza è il risultato dato dalla somma tra il dolore e la resistenza, Lizze prova davvero a resistere a tutto ciò che le accade intorno e lo fa in due modi: documentandosi e pianificando. Senza pianificazione, infatti, la gente perde la testa poiché è proprio il corpo che percepisce – ancora prima del cervello – quando sta per accadere qualcosa di molto brutto e per evitare quella che viene chiamata reazione di incredulità ovvero quel momento nel quale il cervello si paralizza durante un’emergenza, visto che corpo e cervello emanano continuamente dei segnali.

Ai corsi di sopravvivenza, gli istruttori hanno un motto: Organizzati o muori.

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Jenny Offill, attraverso Tempo variabile, ha fotografato un frammento lucido e brillante dell’antropocene ovvero della nostra epoca geologica attuale, nella quale l’ambiente terrestre è fortemente condizionato negativamente dai pessimi comportamenti umani e così, sopravvivere in tali condizioni, diventa una vera e propria sfida. Sappiamo però benissimo che la vita non ha senso senza le sfide e quella per la sopravvivenza ha sicuramente un sapore molto particolare.

È importante ricordare che il dolore emotivo va e viene a ondate. E che tra le ondate ci saranno pause.

pp.124

Eppure, Tempo variabile di Jenny Offill, è un libro che affronta anche altre tematiche – oltre a quelli scientifici sempre molto cari all’autrice -, in quanto parla anche di migrazione, di società multietniche, di integrazione sociale, di impotenza umana dinanzi ai cambiamenti climatici e alle catastrofi, del fragile equilibrio tra le proprie aspettative e la consistenza liquida e fragile del mondo e del momento che occupiamo ma soprattutto parla di resistenza poiché siamo necessariamente obbligati a guardare il presente mentre sul futuro, invece, possiamo solo accampare ipotesi.

Tempo variabile di Jenny Offill non può essere definito un romanzo vero e proprio, in quanto è composto da frammenti, da pensieri e da riflessioni e non presenta un ritmo continuo e fluido bensì è piuttosto frammentario e sincopato, elementi che rendono il libro forse un po’ dispersivo e poco incisivo.

Eppure, Jenny Offill cerca davvero di raccontare questo nostro tempo variabile soggetto sempre a numerose modificazioni e lo fa ricorrendo alla preoccupazione, alla paura ma anche all’ironia che non guasta mai.

Questo di Jenny Offill è un libro che celebra la vita intesa come vera e propria esperienza individuale e collettiva, pur vivendo in un’epoca senza precedenti e se anche voi vi starete chiedendo come rimanere sé stessi dopo una catastrofe e che cosa rimane dopo che tutto è passato, forse Tempo variabile è davvero il libro giusto da leggere. Beh, probabilmente, dopo ogni catastrofe non diventiamo migliori o peggiori ma semplicemente torniamo ad essere esattamente ciò che siamo sempre stati.

Tempo variabile, Jenny Offill, NN Editore, 2020 pp. 167. Traduzione Gioia Guerzoni.

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