Nontìscordàrdime: le poesie postume di Ivan Fassio e il suo ricordo eterno

Non appena ho scoperto di questa ennesima interessante pubblicazione targata El Doctor Sax, ne sono rimasta subito incuriosita perché provo sempre un certo fascino verso quelle storie di vite interrotte ma capaci di lasciare un segno tangibile del loro passaggio terreno.

E così, nel pieno rispetto nei confronti del dolore e della sofferenza e soprattutto senza alcun limite o pregiudizio nel voler necessariamente rintracciare qualcosa ad ogni costo, ho iniziato a leggere questa raccolta di poesie di Ivan Fassio e posso dire che è stata sicuramente una gran bella esperienza.

Ivan Fassio, nonostante la sua prematura morte – avvenuta lo scorso luglio -, è stato un uomo che ha dedicato pienamente la sua vita alla poesia, alla letteratura e all’arte in generale, ideando e curando progetti e spazi artistici tra il Piemonte e le città di Genova, Bologna e Milano e oggi, poter vedere e leggere le sue poesie, pubblicate in questa raccolta postuma e composta seguendo le direttive lasciate ai suoi cari, è davvero un privilegio.

Le poesie racchiuse in Nontìscordàrdimé parlano principalmente di vita, di morte, di malattia, di amore, di fede e si fondono con gli elementi naturali, quasi a presagirne una fine e dimostrando una profonda componente eterea, in cui la chiave di lettura è forse la speranza o meglio, la speranza nonostante tutto perché proprio come diceva Clarice Lispector: la vita vera si nasconde proprio dietro quei “nonostante tutto.”

Ecco la terra scoprirsi a compasso, misura, in un angolo, dell’eternità. Scorgiamone almeno l’attrito, già umano, di troppo, per attimi.

pp.49

In fondo, lo sappiamo benissimo che spesso le leggi dell’Universo sono ben diverse da quelle dell’uomo e del suo volere ma, allo stesso tempo, c’è dentro tanta voglia di lottare e di non arrendersi, sommata alla consapevolezza dell’impermanenza delle cose e del fatto che tutto muta e sfugge velocemente, compresa la vita stessa.

Ivan Fassio, dalle sue poesie, fornisce al lettore l’idea di aver vissuto sulla propria pelle e sulla propria anima, ogni verso riportato poi sul foglio, fungendo quasi da tramite e il tutto caratterizzato da uno sguardo e uno spirito sempre curioso, arguto e sensibile.

Le corde che ho toccato / Erano appuntate ad ogni stella.

pp.139

La sua è una scrittura densa, profonda, visionaria, che lavora sugli spigoli delle parole, quasi a non voler chiedere più spazio del necessario, del dovuto e plasmando a proprio piacimento le parole e il materiale in possesso. Insomma, una scrittura sempre contraddistinta da quella luce che filtra attraverso le crepe e le ombre.

Siccome la scrittura è una e sola / In tutti i modi ci viene insegnata / Ché per ogni via la si possa far propria.

pp. 120

Questo libro l’ho sentito come una sorta di testamento luminoso e come la testimonianza sincera e concreta di un passaggio terreno davvero speciale e capace di lasciare il segno nelle persone che lo hanno conosciuto e amato, a cominciare dalla meravigliosa prefazione scritta proprio dalla moglie Laura Callari.

E se è vero che si scrive per salvare la memoria e i ricordi dall’oblio, forse si scrive anche per salvare sé stessi e probabilmente è anche ciò che ha fatto Ivan Fassio attraverso queste sue poesie, comprendendo a proprie spese e come altri prima di lui, che forse chi ha dedicato la propria vita all’arte, vive in eterno e nella sua immensa ed infinita bellezza.

Nontìscordàrdimé, Ivan Fassio, El Doctor Sax, 2021 pp.189.

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