L’irreversibilità dell’uovo: la bellezza e l’importanza del punto di non ritorno

Gabriele Grodo è un giovane investigatore privato ormai demotivato, rassegnato e disaffezionato al proprio lavoro, dopo che il suo socio lo ha abbandonato per inseguire la propria donna mentre la segretaria ha rassegnato le dimissioni a causa dei mancati pagamenti.

E proprio mentre i debiti si accumulano e di nuovi lavori non c’è nemmeno l’ombra, Gabriele si accorge di essere incompleto e che c’è qualcosa che gli manca anche se non saprebbe spiegare cosa e questo lo porta ad arrovellarsi il cervello e a porsi mille domande, che restano quasi sempre senza risposta. Fin quando non viene contattato da un distinto signore finito su una sedia a rotelle a causa di un brutto incidente, che lo incarica di recapitare una lettera alla persona con la quale ha iniziato una partita di scacchi ben dieci anni prima e che crede fermamente possa essere il più grande giocatore di scacchi di tutti i tempi,  che ha fatto perdere le proprie tracce dopo aver vinto qualsiasi incontro e arrivando a battere persino i russi

Gabriele è un ragazzo che non legge e che non ha passioni però rimane letteralmente affascinato da quest’uomo, dalla sua storia e dall’importanza degli scacchi come ricerca assoluta della perfezione e dal fatto che ogni partita può essere trascritta e riprodotta utilizzando una semplice notazione algebrica. Accetta così l’incarico senza chiedere in cambio troppe garanzie e non facendo firmare al cliente nemmeno un contratto, pur sapendo che la lettera va recapitata a Buenos Aires.

E mentre il ricco e distinto signore organizza nei minimi dettagli il viaggio di Gabriele affinché possa trovarsi il prima possibile sopra un volo diretto in Argentina, Gabriele si sente investito da una nuova energia, immaginando che quello sia un incarico un po’ diverso dal solito ma allo stesso tempo semplice, facile, veloce e in grado di garantirgli un’immediata liquidità e scoprendo di come coltivare una passione aiuti davvero a resistere.

 Una volta atterrato in Argentina, il lavoro si dimostra però ben più articolato di ciò che sembrava all’origine poiché da qui in poi si dipana una sorta di rompicapo che pur di scoprire la verità, porterà Gabriele da un lato all’altro di questa meravigliosa nazione, permettendogli di incontrare personaggi davvero bizzarri che sembrano essere scesi a compromessi con la propria esistenza, firmando una sorta di armistizio con la vita pur di raggiungere un equilibrio precario e senza lasciarsi spostare e scombinare dai venti e dagli eventi.

Ben presto però Gabriele si accorge che in ogni luogo che visita e in persona che incontra, ritrova un pezzo di sé stesso che non conosceva o che pensava di aver smarrito e arrivando piano piano a dissipare quella coltre di ombre che avvolgeva il suo sguardo e che non gli permetteva di osservare l’orizzonte ma soprattutto, si accorge di non essere più la stessa persona che era all’inizio del viaggio e comprende che per tanto, anzi troppo tempo, è rimasto fermo immobile a subire la vita e il corso degli eventi.

L’irreversibilità dell’uovo sodo è il secondo romanzo di Dario Pontuale, pubblicato per la prima volta nel 2009 e ora riportato in libreria in una veste grafica completamente rinnovata da Augh Edizioni. Oltre ad essere un romanzo di viaggio e di avventura, è anche un inno al viaggio inteso proprio come esperienza di vita, di crescita e di scoperta ma soprattutto a tutti i buoni libri, alle buone storie e in maniera particolare è anche un omaggio a Joseph Conrad e al suo libro Cuore di tenebra poiché i protagonisti di entrambi i libri si addentrano in un altro continente, per volere di terzi e alla ricerca di qualcuno che ha fatto perdere le proprie tracce.

Dario Pontuale

Allo stesso tempo, dietro questo libro c’è un significato molto più profondo e filosofico racchiuso nel concetto che da il titolo al libro stesso ovvero a quel punto di non ritorno, dove tutto muta e si trasforma e che impedisce ad un uovo sodo di non tornare mai più al suo stato liquido e allo stesso tempo ad un individuo di non tornare più quello che era prima ed e forse proprio nel momento in cui tutto diventa irreversibile, che si comprende la propria strada.

L’irreversibilità dell’uovo sodo, Dario Pontuale, Augh Edizioni, 2020 pp.200.

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