L’ ospite d’onore: finalmente approdano in Italia i racconti di Joy Williams

L' ospite d'onore

I libri cicciotti e con tante pagine mi hanno sempre fatto un po’ paura e messo addosso un filo di soggezione, ecco perché li ho tenuti quasi sempre a debita distanza, depennandoli istintivamente dalle mie liste.

Non saprei spiegarne il vero motivo ma sicuramente buona parte della colpa è da attribuire proprio al tempo che richiedono per essere letti e per la loro somiglianza con una sorta di scalata in verticale da dover affrontare.

Eppure, con la raccolta di racconti di Joy Williams, ho avvertito una sensazione totalmente diversa perché, nonostante le numerose pagine che effettivamente compongono il libro, posso affermare con tranquillità che ogni singolo racconto contenuto, merita tutto il tempo e l’attenzione possibile.

L’ ospite d’onore: il libro di Joy Williams

L’ ospite d’onore è, infatti, la raccolta di racconti che ha finalmente fatto conoscere, anche al pubblico italiano, una grandiosa scrittrice di racconti ingiustamente dimenticata e sconosciuta dalle nostre parti ma famosa e molto stimata in patria ed è doveroso sottolineare e premiare l’enorme lavoro svolto da Black Coffee Edizioni, che ha quasi certamente richiesto un importante sforzo economico per l’acquisizione dei diritti ma soprattutto di ricerca, di selezione e di traduzione, al fine di confezionare e di portare in libreria una delle migliori uscite dello scorso anno.

L' ospite d'onore

E sembra proprio che il tutto il lavoro e l’impegno profuso nella realizzazione de L’ospite d’onore, sia stato ampiamente ripagato sin dall’uscita del volume poiché si è immediatamente guadagnato la fiducia, l’ammirazione e la curiosità da parte dei lettori e degli addetti ai lavori, che continuano ancora a sostenere e a consigliare fortemente questo libro, mantenendo così piuttosto alto il tasso d’attenzione, destinato a durare anche per le stagioni a venire.

Joy Williams: una scrittrice di razza

Joy Williams è, infatti, una scrittrice nordamericana di razza e capace di tirare fuori dal cilindro racconti che possiedono quelle sfumature confidenziali e contemporaneamente cupe e inquietanti, che riescono bene solo a chi possiede uno sguardo talmente attento, lucido e affilato per raccontare in modo magistrale e senza alcun filtro il quotidiano e i suoi abissi, comprese le fragilità umane, le incomprensioni, gli inganni, le solitudini, le illusioni, le delusioni e le sconfitte, senza mai perdere la propria compostezza.

L' ospite d'onore

Joy Williams, 1990

Ho sempre sostenuto che scrivere un buon racconto è molto più difficile che scrivere un ottimo romanzo perché un racconto equivale ad un frammento di narrazione e con esso ci si gioca tutto in pochissime pagine mentre con il romanzo si ha tempo e si prende tempo, per narrare e per somatizzare.

Inutile dire che Joy Williams è una vera e propria fuoriclasse del racconto e gli scritti contenuti ne L’ ospite d’onore ne sono la vivida e sincera dimostrazione, perché irretiscono e turbano il lettore, proprio grazie al mix di personaggi e di situazioni che li contraddistinguono.

L’ ospite d’onore: una raccolta di racconti schietti, crudi e sinceri

Quelli contenuti ne L’ospite d’onore sono, infatti, quasi sempre racconti schietti, crudi e sinceri che hanno come protagonisti gente sola e reietta o famiglie disfunzionali, che vivono all’interno di isolate case di periferia oppure che vengono beccati in anonimi motel, in diner o in distributori di benzina o addirittura sulla strada stessa – dando vita a veri e propri racconti on the road – e che non provano alcuna vergogna e timore nel mostrare il proprio lato peggiore.

L' ospite d'onore

Eppure, allo stesso tempo, Joy Williams attraverso i racconti contenuti ne L’ ospite d’onore porta in scena una sorta di black humor, di cinismo e di ironia che fanno seriamente mettere in dubbio la normalità e il suo significato e che alzano ancor di più l’asticella della normalità, a tal punto che risulta davvero complesso tracciarne, alla fine di tutto, il già labile confine.

L’ ospite d’onore, Joy Williams, Black Coffee Edizioni, 2017 pp. 660. Traduzione Sara Reggiani e Leonardo Taiuti.

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