Anni luce: il nuovo romanzo di Andrea Pomella tra grunge e anni Novanta

Anni luce

Mi sono sempre chiesta che cosa spinge un individuo ad apprezzare e ad identificarsi con un particolare genere musicale piuttosto che un altro, insomma, che da cosa nasce e che cosa determina il proprio personale gusto musicale?

Io, ad esempio, amo il rap eppure non saprei determinare con esattezza il momento esatto nel quale è nata e si è evoluta la mia insana passione verso questo genere musicale ma soprattutto perché proprio il rap e non il rock, il metal oppure la techno? Di sicuro, posso dire che l’infatuazione è avvenuta durante la mia adolescenza, proprio tra i banchi di scuola e per colpa di un duo di ragazzi milanesi che si facevano chiamare Articolo 31 ma questa, forse, è un’altra storia.

Così com’è un’altra storia quella che Andrea Pomella racconta dalle pagine del suo nuovo romanzo intitolato Anni luce, in uscita domani per Add Editore, e capace di coinvolgere e appassionare tutti quei lettori che amano le storie un po’ underground e un po’ on the road, con un protagonista anarchico e ribelle e con una trama un po’ dannata ma capace di incollarsi addosso esattamente come un camicia di flanella un po’ logora e sdrucita ma ancora in grado di esternare tutto il proprio malessere interiore.

Anni luce: il grunge e gli anni Novanta

Anni luce è infatti la storia di un ragazzo come tanti – di cui non viene mai menzionato il nome -, cresciuto a cavallo degli anni Novanta in quella che sembrerebbe una Roma immutata ed indifferente, che per combattere i suoi fantasmi, le sue paranoie e i suoi traumi personali e familiari, cerca rifugio nella musica grunge e nell’amicizia con Q., che sarà in grado di aprirgli la mente, le porte della percezione e ad iniziarlo in un viaggio errabondo attraverso un’Europa in continua evoluzione, nella quale basta avere una chitarra, un fodero e dita agili e affilate per suonare ininterrottamente, con il solo scopo di raccogliere spiccioli sufficienti ad acquistare whisky scadente e per continuare la peregrinazione.

Anni luce

E sarà proprio il ritorno da quel viaggio in Europa a mischiare nuovamente le carte in tavola e ad offrire una prospettiva diversa al protagonista, che ricorre proprio alla musica, all’amicizia distruttiva con Q. e alla miriade di ricordi archiviati e di esperienze vissute, per raccontare la generazione dell’epoca che proprio attraverso il grunge si è identificata e ha cercato le risposte alle proprie domande confuse e inquiete.

Perciò si torna di continuo alla giovinezza, anche solo accostando le labbra all’orlo di un bicchiere di vino.

Anni luce: il manifesto di un’intera generazione

Eppure Anni luce non è un libro che si limita a voler raccontare una storia bella e dannata bensì il suo autore, il giornalista romano Andrea Pomella, fa molto di più e ricrea un vero e proprio tessuto connettivo nel quale la storia narrata trova la sua perfetta collocazione, poiché al suo interno vi sono excursus storici e temporali che aiutano ad inquadrare meglio il periodo ma soprattuto vi è la figura di Eddie Vedder, il leader dei Pearl Jam, che attraverso la sua musica e le sue gesta viene quasi eletto a vero e proprio traghettatore d’anime giovanili di quell’epoca.

A vent’anni possedevo questa particolare scienza, questa maledetta lungimiranza. Avevo la precisa cognizione di ciò che stavo vivendo, ossia della caducità della giovinezza, del terribile inganno che essa cela e che consiste nel tramutare ogni cosa in un ricordo struggente, fantasmi che infesteranno il resto della vita.

Ecco perché Anni luce potrebbe essere quasi considerato un romanzo scritto a quattro mani: testualmente da Andrea Pomella ma musicato proprio da Eddie Vedder e dai suoi Pearl Jam considerati una vera e propria band sacra tanto per gli anni Novanta quanto per il panorama musicale attuale, elogiati da migliaia di fan sparsi in tutto il mondo e persino dalla critica stessa.

Anni luce

Pearl Jam

Se è vero che l’uomo è ciò che mangia, dopo aver letto Anni luce, sono sempre più convinta che siamo anche e soprattutto la musica che ci spariamo a tutto volume nelle cuffie e questo libro di Andrea Pomella è un vero e proprio feticcio per chi ama i Pearl Jam, la musica grunge e per chi ha vissuto quel periodo ma, allo stesso tempo, è adatto anche a chi crede nel potere salvifico ed eterno della musica.

Anni luce, Andrea Pomella, Add Editore, 2018 pp. 149.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *