Intervista a Marcostefano Gallo: vivere tra letteratura, libri e musica

marcostefano gallo

Marcostefano Gallo, oltre ad essere un mio conterraneo, è uno di quelli che vive l’arte a 360° perché oltre ad essere scrittore è anche musicista e frontman dei Noir Col.

Con Marcostefano Gallo ci siamo conosciuti in occasione della presentazione del suo quinto romanzo La fragilità dei palindromi – che si aggiunge alla sua precedente produzione letteraria rappresentatata da: L’Arte di uccidere, La vendetta ha il mio stesso nome, L’infinito per me e Circo Dovrosky – e l’ammirazione che ho provato verso questo ragazzo e verso la sua arte è stata davvero immediata.
Ciò che principalmente mi ha colpita in Marcostefano Gallo è la tenacia, la perseveranza, la determinazione e la luce splendente che gli compare negli occhi quando parla dei suoi progetti.

Da pochissimo è ritornato in scena con il libro Lo strano caso del Reverie e contemporaneamente con l’album La teoria del primo passo – Vol.2: due progetti che non vede l’ora di riportare in tour promozionale non appena sarà possibile.

Da bambino cosa sognavi di diventare “da grande”?

Sognavo di sognare, ed è quello che fortunatamente faccio, con il grande privilegio di poter fermare i sogni su foglio, con o senza pentagramma annesso. Nel mio piccolo, mi sento davvero baciato dalla vita nel poter pubblicare, come romanzo o canzone, quella che è la costellazione dei miei sogni.

Qual è stato in assoluto il primo libro che hai letto e che ricordi?

Il primo libro letto è stato “Il piccolo principe”, un libro che al tempo mi sembrava semplice ma che con gli anni è diventato sempre più complesso, perché si è mischiato alla vita. È un libro che colleziono in tutte le lingue del mondo, l’ultima arrivata è l’edizione polacca.

Come sei stato scoperto dai tuoi editori?

È stato un fortunato caso: era quasi un anno che cercavo l’editore giusto per “Circo Dovrosky”, quando una persona mi suggerì Ferrari Editore, che al tempo non conoscevo. Ho mandato senza velleità il romanzo e, dopo mille vicissitudini e alcuni anni, è venuto alla luce, dopo sette anni dall’ultima pubblicazione letteraria. In realtà avevo deciso di smettere con la scrittura, a volte basta poco per ribaltare tutto il corso che vuoi tracciare per la tua vita. Da allora non mi sono più fermato.

Hai qualche mania come scrittore?

Ne ho diverse: in primis, quella di non dare mai un finale completamente chiaro, ma aperto ad interpretazioni. Poi sono un grande appassionato degli omaggi letterari, ne inserisco almeno uno in ogni romanzo, che però non rivelo mai. Un altro vezzo che ho è quello dell’inserire in ogni romanzo dei richiami a piccoli dettagli dei romanzi precedenti, o alcuni versi delle mie canzoni.

Un film, un libro e una canzone che ami o che più ti rappresentano?

Come film uno che amo particolamente è “Arrival”, un film che combina fantascienza e palindromi (che per ovvi motivi adoro), con una storia mozzafiato ed un finale complicato e geniale, come piacciono a me. Il libro che più mi ha affascinato è probabilmente “La cattedrale del mare” di Ildefonso Falcones, un romanzo storico meraviglioso, il romanzo perfetto oserei dire. Per quanto riguarda la canzone, senza dubbio “Compagni di viaggio” di De Gregori tratta dal live del 1997 “La valigia dell’attore”, una canzone spirituale ma anche molto potente.

Un motivo per il quale consiglieresti a tutti di leggere i tuoi libri?

Penso che non siano libri scontati, pur nella loro diversità. Circo Dovrosky lo consiglierei per l’ambientazione circense e la storia d’amore tra Yuri e Jasmine, “La fragilità dei palindromi” per la complessità dei personaggi e per i loro demoni che incombono per il paese in cui è ambientata la storia. Infine “Lo strano caso del Rêverie” per il messaggio profondo ed estremamente serio racchiuso in un’avventura mozzafiato per ragazzi.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Quando l’emergenza sanitaria terminerà, riprenderò il tour appena iniziato per  la promozione de “Lo strano caso del Rêverie”, a cui si unirà il tour per il nuovo album dei Noir Col, la mia band, intitolato “La teoria del primo passo – Vol.2”. Recupereremo con il bel tempo gli abbracci perduti, i libri da raccontare e la musica da far conoscere.

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