Hannah Coulter di Wendell Berry: una donna di Port William

hannah-coluter-wendell-berry-lindau-librofiliaSe dovessi scorrere in rewind la mia infanzia e dovendo indicare alcuni dei ricordi più felici molto probabilmente mi soffermerei a lungo su tutti quei momenti trascorsi in circolo, dinanzi al camino scoppiettante in compagnia dei miei nonni materni, intenti a raccontarmi le vicende del loro passato o più semplicemente i “fatti antichi”, come amavo definirli.
E cosi proprio in mezzo a quelle fiamme ardenti, la mia fantasia elaborava tutto ciò che ascoltava, trasformando le parole in immagini e inducendomi a fare mille domande, suscitando spesso nei miei nonni un sorriso affettuoso che li portava poi a sciorinare con gioia e soddisfazione vicende e ricordi ormai sopiti da tempo.

Leggendo Hannah Coulter, il settimo romanzo dello scrittore statunitense Wendell Berry giunto finalmente anche in Italia grazie a Lindau Edizioni, mi sono sentita esattamente come quando sedevo dinanzi al camino con i miei nonni e cosi totalmente a mio agio, mi sono poi lasciata coinvolgere dalla storia della sua protagonista, la cara, vecchia e saggia Hannah Coulter.

Quella di Hannah Coulter potrebbe essere la storia di una qualsiasi donna nata e vissuta nell’intervallo fra le due Guerre che ha visto e accumulato nella sua vita una buona dose di gioie e di dolori ma che ha vissuto il tutto sempre e soltanto in compagnia dell’amore –inteso in ogni sua declinazione- donandolo, ricevendolo e instillandolo dappertutto.

Ciò che ti sorregge è l’amore, perché l’amore è presente sempre, anche nell’oscurità, o soprattutto nell’oscurità, e a volte brilla come un filo d’oro in un ricamo.



Hannah Coulter è infatti un libro con una trama apparentemente semplicissima perché racconta l’intera vita di questa donna saggia e solida eppure contiene così tante cose al suo interno e suscita così tante emozioni nel lettore che è davvero impossibile riassumere tutto in poche righe poiché sarebbe un vero e proprio sacrilegio.
Ma in fondo, Hannah Coulter non è poi una donna qualsiasi che abita in un posto qualsiasi del mondo, no tutt’altro perché Hannah Coulter vive in quella splendida comunità che è Port William dove gli abitanti si fondono in una simbiosi assolutamente perfetta con il luogo e con i vicini, creando dei nuovi vincoli di sangue o semplicemente di collaborazione, il tutto in nome del reciproco rispetto, della gratitudine e come sempre dell’amore.

…è attraverso il luogo in cui viviamo, attraverso il nostro amore e le nostre attenzioni per lui che questo mondo si congiunge al paradiso.



Ad Hannah Coulter non è riuscita a fermarla l’infanzia povera e difficile a causa di una matrigna perfida perché l’amore di sua nonna ha saputo allevarla e l’ha spinta verso un’opportunità diversa; né il dolore per la morte in guerra del suo primo marito che le ha infranto i sogni e le ha troncato il futuro perché l’affetto dei suoceri e l’avvento della piccola Margaret le hanno lentamente riempito il cuore di nuova speranza e nemmeno tutte le difficoltà incontrate nel suo secondo matrimonio sono state in grado di dissuaderla, semplicemente perché il cuore di Hannah Coulter era sempre gonfio d’amore.

A questo mondo l’amore non nasce dal nulla. Non è qualcosa che s’inventa. È qualcosa che cresce a partire dalla terra, come noi. Che possiede un corpo e un luogo.



E ora che Hannah Coulter è ormai vedova e prossima alla morte, tira finalmente un bilancio della sua umile esistenza trascorsa in mezzo ai campi e fra tutta la comunità di Port William a cui sarà per sempre grata e anche se ora teme per il futuro della sua amata fattoria e intorno a lei il mondo sta cambiando velocemente e tutti sembrano proiettati verso qualcosa di totalmente astratto e incerto, Hannah Coulter seduta sulla poltrona della sua veranda continua nonostante tutto ad avere fiducia nel genere umano e ha finalmente compreso che tutte le cose seguono sempre e comunque il loro naturale percorso, esattamente come fa un fiume.

Mentre una volta vedevo la morte come un muro o una porta chiusa, oggi mi sembra una specie di lente. Modifica i fatti e li rende più chiari. Forse ci offre la maniera più autentica per conoscere questo nostro sogno, questa vita breve e senza tempo.



Non credo che servano ulteriori parole per esprimere il mio amore e il mio personale apprezzamento verso Hannah Coulter perché leggendo questo splendido di libro di Wendell Berry mi sono ritrovata anch’io in mezzo a quella meravigliosa comunità che è Port William: ho conosciuto i suoi abitanti, ho dato una mano nei loro campi fino al tramonto, ho percepito le loro gioie e i loro turbamenti, restandomene sempre in religioso silenzio esattamente come chiede di fare questo libro.

Wendell Berry

Wendell Berry

La scrittura di Wendell Berry oltre a rievocare la bellezza e l’importanza del mondo agreste e a puntare il dito contro la società moderna e le sue mille frivolezze, dona al lettore un senso di pace e di genuina felicità ovvero quella che tutti ci affanniamo a ricercare in mezzo alle cose voluttuose ma che invece si nasconde proprio nelle piccole cose della vita.

Wendell Berry attraverso la figura di Hannah Coulter mi ha ricordato di come l’amore sia contemporaneamente il collante di ogni cosa e l’unica leva in grado di muovere il mondo intero poiché solo quando sei circondato dall’amore e dalle persone che ami nulla può spaventarti e forse è proprio questo il segreto per vivere una vita degna di questo nome, insieme alla capacità di restare sempre in pari con essa, vivendo il tutto non come una sfida ma come un atto di gratitudine e di amorevole accettazione.


Hannah Coulter, Wendell Berry, Lindau 2014, pp.276. Traduzione Vincenzo Perna.



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