Richard Yates #3: Easter Parade (1976)

easter parade cover.qxdDicono che il sangue che scorre nelle vene quando è diverso diventa incompatibile e fa fatica a riconoscersi e molto spesso evita persino qualsiasi tipo di contatto.

Leggendo però Easter Parade – il romanzo di Richard Yates in assoluto più autobiografico rispetto agli altri – mi è venuto spontaneo pensare che anche quando si è stati concepiti dagli stessi genitori, partoriti dalla medesima madre, vissuto sotto l’identico tetto e irrorati dal medesimo sangue si può andare incontro allo stesso problema, semplicemente perché l’infanzia ma soprattutto i ricordi non sono mai uguali per tutti poiché ognuno li vive, li imprime e li elabora in modo differente.
Dopotutto sono sempre e soltanto i ricordi a stabilire le traiettorie e a fornire le coordinate al destino.
E anche quando il destino o il futuro – chiamatelo come preferite – si dimostra poco clemente, bisogna comunque rimboccarsi le maniche e affrontarlo a muso duro.

Un po’ come hanno fatto durante tutta la loro esistenza Sarah e Emily Grimes, due sorelle cresciute all’ombra di un divorzio e di una solida montagna di debiti, costrette a continui trasferimenti e combattute fra l’atteggiamento superficiale e grottesco di una madre ossessionata dalla finezza e dal desiderio di entrare a far parte di un’élite e da una figura paterna troppo debole e continuamente distorta e sminuita dall’ex moglie.

Eppure le due sorelle crescono sane, forti e belle e il loro futuro sembra cosi luminoso e ricco di aspettative che tutto sembra davvero a portata di mano: basta solo allungarla, indirizzarla verso qualcosa e afferrarla con forza.

Se infatti per Sarah – ragazza amorevole, ordinata e precisa – il futuro possiede un accento inglese e un fascino da attore consumato e di nome fa Tony Wilson per Emily invece – ragazza intelligente, intellettuale e molto indipendente – il futuro ha il volto, le mani e il corpo dei mille uomini diversi che puntualmente conosce ai party, seduce e trascina a letto.

Se per Sarah la massima espressione di felicità è stata sposare – ancora vergine – il primo uomo capitato sotto tiro, trasferirsi in campagna e dare alla luce tre figli per Emily invece – che si lascia abbordare da un soldato in licenza e si concede senza obiezioni – forse la felicità nemmeno esiste, ecco perché la esorcizza fra le lenzuola di un letto sempre diverso e nei fondi dei cicchetti che ogni sera tira giù senza sosta, sempre nella speranza che sopraggiunga il mattino oppure l’oblio assoluto a stendere un velo sul suo comportamento più o meno irresponsabile.

Basta con il sesso, promise a se stessa una volta salita di sopra, mentre tempestava di pugni il cuscino. Avrebbe conosciuto altri uomini, sarebbe uscita con loro e avrebbe riso e ballato e fatto tutte quelle cose che si aspettavano che facesse, però basta con il sesso finché…be’, finché non sarebbe stata assolutamente sicura di quello che faceva.



Eppure Sarah ed Emily sono due facce della stessa medaglia perché più ti addentri nella narrazione, più fai conoscenza con le sorelle Grimes e più ti accorgi che le differenze fra loro si assottigliano –fino a sparire del tutto – perché entrambe sono destinate al fallimento, senza ma e senza se.
L’ingenuità di Sarah e l’incapacità di mettere radici e di creare stabilità di Emily, sommata al suo vano tentativo di sentirsi migliore rispetto a sua sorella, si riveleranno fatali e faranno naufragare qualsiasi tentativo di felicità che magari poteva far svoltare una volta per tutte le loro squallide esistenze.

Al college Emily imparò un’altra cosa piuttosto spiacevole: a sentirsi più intelligente di sua sorella. Erano anni ormai che si sentiva più intelligente di sua madre, ma quello era diverso; quando provò la stessa cosa nei confronti di Sarah, si sentì come se avesse tradito la sua fiducia.



Richard Yates che nei suoi romanzi non sbaglia mai un colpo, in Easter Parade porta in scena – sullo sfondo di un’America minacciata dalla guerra – due vite confuse che spinte da idee divergenti e dalla ricerca di normalità, scelgono due diverse traiettorie che ogni tanto finiranno per sfiorarsi ma che per la maggior parte del tempo mostreranno la totale assenza di speranza e di redenzione.

Ecco forse che cosa succede quando si disconosce il proprio sangue: vacillano le certezze e inizia quella lenta, inesorabile e inconsapevole discesa verso il baratro più oscuro e profondo.

Brano suggerito:




Easter Parade, Richard Yates, Minimum Fax, 2008 pp. 283. Traduzione Andreina Lombardi Bom.




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