Dieci motivi più o meno validi per leggere Il giovane Holden di J.D. Salinger

dici-motivi-più-o-meno-validi-per-leggere-il-giovane-holden-di-j-d-salinger-librofiliaForse sono davvero pochi i libri che squarciano nettamente in due l’opinione dei lettori. O forse no, perché probabilmente è proprio questo il compito dei libri e della letteratura.
Di sicuro, fra i libri che dividono maggiormente il pubblico, un posto d’onore è riservato a Il giovane Holden, il romanzo di J.D. Salinger pubblicato per la prima volta nel 1951 che ancora continua a far discutere e far sorgere diatribe riguardo alla sua reale grandezza e alla sua importanza nel panorama letterario mondiale.
Quasi come se fosse poi realmente necessario schierarsi da qualche parte.
Personalmente, faccio come sempre: me ne sto altrove e decido di rileggere Il giovane Holden.

Riassumere la trama de Il giovane Holden, tentare di darle un senso o meglio cercare di descrivere Holden Caulfield – chi è, cosa fa e a che cosa è dovuta la sua fama – risulta piuttosto superfluo e banale semplicemente perché Il giovane Holden non è un libro che si può spiegare.
Il giovane Holden è infatti un libro che bisogna leggere a prescindere. Poi, potrà pure non piacervi e potrete pure detestare Holden Caulfield, il suo atteggiamento strafottente e le sue vicende prive di richiamo ma prima, dovete provare ad indossare – anche solo per un istante – i panni di Holden Caulfield.
Questo è il segreto.

Holden Caulfield

Holden Caulfield


Prima di lasciarvi alla lista di motivi – più o meno validi e ovviamente non accademici, filosofici, sociali o boh! – che tentano di giustificare l’eventuale lettura di questo libro, mi preme sottolineare due elementi innegabili di cui bisogna assolutamente tener conto nel momento in cui si decide di prendere in considerazione l’opera di Salinger:

Il giovane Holden è un libro che ha realmente rivoluzionato o meglio ribaltato i ranghi e il panorama letterario dell’epoca ma soprattutto il modo di fare letteratura e ognuno potrà trovarci mille diverse motivazioni. Ad esempio, le prime che personalmente mi vengono in mente sono rappresentate dalla scelta di Salinger di optare per un protagonista diciassettenne ribelle, introverso, complicato e ovviamente adolescente ma soprattutto il modo in cui nel libro viene affrontato il fantasma della guerra e i suoi subdoli strascichi.

Il giovane Holden è un libro che muta continuamente poiché le sensazioni avvertite dal lettore durante la lettura non sono mai le stesse bensì variano in base all’età anagrafica in cui si decide di leggere il libro. E questo, lo dico per esperienza diretta poiché ho trovato più affinità con Holden Caulfield rileggendo il libro oggi che non quando lo lessi la prima volta in piena fase adolescenziale.
Strano ma vero.

Dunque, ricapitolando:

  • La trama è breve e lineare perché tutto si sviluppa in soli tre giorni, nei quali però al povero Holden Caulfield succede praticamente di tutto.
  • Ha un incipit pazzesco e basterebbe solo quello per fare venire immediatamente voglia di leggere il libro e tuffarsi nel mood dell’opera:

Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d’infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia.

 

  • Il libro è molto ironico ed è caratterizzato da una sorta di umorismo a tratti sadico e macabro ma allo stesso tempo, genuino e molto originale.
  • Il protagonista – Holden Caulfield– è un diciassettenne esibizionista, borioso, irrequieto, cinico e nichilista ma contemporaneamente è anche sensibile, compassionevole e dannatamente empatico a tal punto da suscitare tenerezza, anche quando tenta di fare il duro a tutti i costi. Inoltre, Holden nutre un amore incondizionato verso la sorellina Phoebe – che vuole proteggere e preservare ad ogni costo – e ancora prova dolore se ripensa al fratellino Allie morto solo tre anni prima a causa di una leucemia.
  • Il libro è pervaso da un senso di ribellione e di rigetto verso l’ipocrisia, il conformismo e l’omologazione.
  • Holden Caulfield è letteralmente avverso al cinema, allo studio, al teatro ma in compenso adora i libri, specialmente i classici.
  • Ne Il giovane Holden c’è l’ansia, il senso del dramma imminente e il malessere di un’intera generazione che ha vissuto o ancora vive – direttamente o indirettamente – il dramma della guerra e contemporaneamente c’è la voglia di salvare se stesso – e i suoi coetanei – preservando la propria innocenza e il proprio candore seppur in perfetta contraddizione con la pessima condotta di Holden Caulfield  che si fa espellere da scuola, beve, fuma e va a prostitute.
  • Apparentemente è un libro semplice e senza particolari pretese ma che invece intriso com’è di tristezza e di malinconia, a fine lettura fa davvero venir voglia di prendere il telefono e raccontare tutto questo a qualcuno.
  • Non credo che esistano lettori che non abbiano mai letto – almeno una volta nella vita – Il giovane Holden, pur avendolo trovato bello o brutto e pertanto non credo che vogliate rimanere davvero gli unici a non averlo ancora letto. Giusto?

 

Il giovane Holden, J.D. Salinger, Einaudi, 2008 pp.248. Traduzione di Adriana Motti.




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2 thoughts on “Dieci motivi più o meno validi per leggere Il giovane Holden di J.D. Salinger

  1. Mi trovo totalmente d’accordo con la tua considerazione sull’età anagrafica. Ricordo che la mia compagna di banco del ginnasio adorava Holden, romanticizzandolo fino all’estremo. Io invece l’ho letto per la prima volta a 30 anni (!) e, pur restando scettica -non riesco ancora a capire se mi piace o non lo sopporto – ho simpatizzato con i suoi tentativi disperati di costruirsi un’identità, trovare un modo di comunicare che fosse il suo.

    • Ecco, infatti credo che quella sia proprio una delle peculiarità più interessanti di questo libro e allo stesso modo credo che la sua lettura non sia improntata per lasciare di stucco o inerme il lettore, bensì serve per immedesimarsi con Holden e per simpatizzare con i suoi tentativi – esattamente come hai ben detto tu – ma soprattutto credo serva a dare un senso a tutto quello “struggle” tipico dell’adolescenza.

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