Tempi eccitanti: l’esordio narrativo della scrittrice irlandese Naoise Dolan

Non so se e quanto Tempi eccitanti di Naoise Dolan mi sia effettivamente piaciuto o meno. Quello che posso assicurare è che: pur non essendo scattata la simpatia e l’immediata immedesimazione con nessuno dei personaggi, è un libro scritto bene e che si lascia comunque ricordare perché evidenzia tante questioni sociali alle quali servirebbe maggior risalto.

Ava, la protagonista del libro, è una ragazza giovanissima che lascia l’Irlanda, si trasferisce ad Hong Kong per insegnare inglese pur non avendo un piano ben preciso e senza sapere cosa aspettarsi ma vivendo il linguaggio come un’occasione ma anche come un limite sociale. Qui incontra prima Julian, un ricco banchiere inglese con il quale inizia una non-relazione fatta solo di sesso, party e sudditanza psicologica, che nemmeno la convivenza sotto lo stesso tetto sembra migliorare. E successivamente incontra Edith, con la quale inzia una relazione fatta da ascolto, comprensione e passione reciproca. Ben presto, Ava si trova così dinanzi ad un bivio che metterà a dura prova la sua già fragile e complessa stabilità emotiva.

Classismo sociale, relazioni disfunzionali, indecisione, ricerca della proprià identità anche sessuale, difficoltà comunicative e nello stringere legami sociali, mancanza di denaro, ossessione nel voler comprendere a tutti i costi qualcosa sono solo alcuni degli spunti di riflessione offerti da Naoise Dolan in questo suo romanzo d’esordio, popolato da millenials expat che hanno difficoltà a trovare il loro posto nel mondo, nella speranza che l’estero possa farli diventare persone migliori e offrirgli possibilità e occasioni negate dai loro paesi d’origine. Insomma, diventano dei giovani che vivono la fuga anche come un mezzo per non affrontare sè stessi.

Naoise Dolan

I giovani descritti da Naoise Dolan, che spesso non hanno accanto nessun adulto di riferimento, vivono in metropoli nelle quali tutto sfreccia velocemente esattamente come i loro pensieri, le loro preoccupazioni e il loro linguaggio che sembra un enorme flusso di coscienza. Qui dove i vari sentimenti si mescolano tra loro perché si è ancora alla ricerca di sè stessi, nelle quali le passioni lottano contro la stabilità, nella paura di veder sparire qualsiasi prospettiva e si vive tra solitudine e finta condivisione: si condividono gli spazi, i momenti sui social ma non la vita.

Ecco perché sono quindi tempi difficili ma forse anche eccitanti, a loro modo.

Tempi eccitanti, Naoise Dolan, Atlantide, 2020 pp.297. Traduzione Claudia Durastanti.

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