Passaggio in ombra: il romanzo dimenticato di Mariateresa Di Lascia

L’ incontro con questo libro è avvenuto dopo aver visto il prezioso meme di @missconosciute che mi ha immediatamente fatto ricordare che io, questo libro lo possedevo già in casa ma senza averlo ancora mai letto.

E come sempre succede quando ci imbattiamo nella lettura di romanzi bellissimi, sentiamo che c’è qualcosa che va oltre le pagine esattamente come una forza magnetica che ci attrae a sé e che non possiamo ignorare. E così è stato con questo libro e per me, è davvero impensabile il fatto che è così poco letto e conosciuto. Sono quasi certa, infatti, di non averlo nemmeno mai intercettato nei post sui social network.

Passaggio in ombra è, infatti, un romanzo corale a metà strada tra il romanzo di formazione e la saga familiare poiché nonostante la sua brevità, fotografa ben tre generazioni e racconta – attraverso una scrittura lucida profonda ed evocativa – la condizione femminile nel Sud Italia del Dopoguerra ma anche la vita contadina, gli amori difficili e spesso impossibili e ovviamente, parla anche di disillusione, di dolore e di sofferenza: tre elementi che incarnano benissimo la condizione di quegli anni e forse, non solo di quel periodo.

Io sono, per mia condanna, immersa e travolta dalla realtà: essa mi ha vinta, mescolandosi ai miei occhi come un oscuro mosaico le cui parti si lasciano scorgere a loro solo piacimento, e si offrono alla memoria come pagine di un quaderno strappato.

pp. 14

Le donne sono in assoluto le vere protagoniste di questo romanzo di Mariateresa Di Lascia e gli uomini, quando appaiono, lo fanno solo per dimostrare la loro assoluta inferiorità, i loro innumerevoli difetti, la loro grettezza d’animo e di spirito e la loro pochezza rispetto al genere femminile. In questo romanzo, infatti, tutto appare lento, fermo e asfissiante mentre sotto la superficie, si muove un intero microcosmo familiare fatto di bugie, di sotterfugi, di pregiudizi, di egoismi e di indifferenza e quando si vince qualche sentimento positivo – come l’amore, l’affetto o la solidarietà – appare quasi posticcio e falso.

A volte penso di appartenere a un’altra specie; questo pensiero che avanza in me assurdo come una mostruosità, contraddetto dall’apparenza ordinaria dei miei tratti e dalla mappa fantastica dei cromosomi, ha il potere di rasserenarmi.

pp. 116

Il Passaggio in ombra non viene mai citato nessun luogo geografico preciso e questo non fa che rendere ancora più verosimile quanto raccontato da Mariateresa Di Lascia poiché tutto può essere facilmente sostituibile e interscambiabile con qualsiasi altro luogo del Sud. L’ autrice, infatti, intreccia in maniera quasi magistrale le storie della famiglia D’Auria ma anche quelle di un’intera comunità contadina e lascia raccontare tutto a Chiara: la voce narrante del libro e con molta probabilità la protagonista più originale, interessante, complessa e meglio strutturata, viste le sue molteplici sfaccettature.

…tutte le cose, sotto sotto, sono nient’altro che numeri.

pp. 166

Chiara è ormai una donna anziana e sola che apre il suo personale cassetto dei ricordi, dal quale traspare prima una bambina figlia di un’ostetrica e di un uomo partito come soldato e segnati entrambi da questo amore tormentato e mai concretizzato, poi una ragazza coccolata dalla zia paterna e innamorata del cugino e perciò allontanata da lui e infine, una donna che nella sua vita ha visto solo amori tristi e infelici e ora vive nei ricordi e nel rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato e autodefinendosi come una “creatura di confine”. Ecco perché Chiara, sin dal principio, appare come una persona che sembra subire gli eventi piuttosto che rendersi artefice del proprio destino.

Nello spartito della vita, risuoniamo tutti con un’unica nota le cui vibrazioni mutano impercettibilmente per la materia che ci accade di essere.

pp. 116

Al centro di Passaggio in ombra ci sono i sentimenti umani che smuovono, che feriscono e che rafforzano ma anche la civiltà contadina povera, ottusa, ignorante e saldamente legata alle sue proprie dinamiche fatte anche di compromessi e favoritismi.

In un certo senso il personaggio che più ho apprezzato e ammirato è Anita – la mamma di Chiara – che fa di tutto per portare avanti questa gravidanza, per dare la luce e per proteggere sua figlia ma, allo stesso tempo, cerca di affermare la propria indipendenza, sdoganando il ruolo della donna e scardinando le convinzioni sociali dell’epoca poiché intende affermare il proprio ruolo attraverso il suo lavoro, la sua indipendenza e la sua libertà.

Al contrario di sua figlia Chiara che, invece, spaventata del futuro continua a vivere nel passato e a non fare nulla per evolversi dalla sua condizione, nonostante non ha mai smesso di sognare quell’amore esclusivo, bellissimo ed eterno capace di salvargli la vita.

Leggendo Passaggio in ombra, questo bellissimo romanzo postumo di Mariateresa Di Lascia ho capito una cosa che l’unico vero coraggio che bisogna avere nella vita è quello di amare.

Passaggio in ombra, Mariateresa Di Lascia, Feltrinelli, 1997, pp. 266.

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