La crepa: il graphic journalism per raccontare l’Europa e le sue frontiere

La crepa

In questa epoca moderna governata dalle immagini, dalla velocità, dalla frenesia e dalle informazione superficiali e qualunquiste, succede che quando ci si imbatte in opere come La crepa, si resta letteralmente senza parole e assuefatti dalla narrazione e dai contenuti.

La crepa: che cos’è e come si legge?

Parlare di un libro come La crepa non è però affatto semplice poiché bisognerebbe prima capire bene di cosa effettivamente si tratta e per capirlo, occorre fare prima i conti con la realtà attuale che stiamo vivendo, con la società che ci circonda ma soprattutto con le informazioni che quotidianamente ci vengono iniettate dai mass-media sempre più rabbiosi e razzisti.

Allo stesso tempo, però, non tutto deve essere necessariamente sempre spiegato e non per forza deve avere un nome o dev’essere incluso in un genere specifico e quindi, solo se ci addentriamo in un libro come La crepa tenendo conto di questi presupposti, potremo godere di una storia che contiene al suo interno miriadi di altre microstorie ma soprattutto di vite.

La crepa

La crepa e il graphic journalism

Probabilmente La crepa è qualcosa di molto simile a quello che alcuni definirebbero graphic journalism poiché si tratta principalmente di un racconto per immagini, che meriterebbe molta più attenzione e considerazione di quella data fino ad ora poiché si prende la briga di raccontare, a proprio modo, la realtà che viviamo e lo fa attraverso un giornalismo vero e proprio, che viene però mediato, rielaborato e reso sempre attualissimo e fruibile da tutti.

I due intellettuali spagnoli Carlos Spottorno e Guillermo Abril – rispettivamente fotografo e giornalista – attraverso il loro La crepa, hanno provato a rispondere proprio ricorrendo alle immagini e ai racconti raccolti, alle tante fatidiche domande che ormai attanagliano l’Europa e gli europei tutti: quali sono le sue frontiere, i suoi confini, le sue problematiche, le sue crepe ma soprattutto, si chiedono se l’Europa Unita rappresenta davvero una grande occasione per gli stati che ne fanno parte oppure se si tratta solo dell’ennesimo disastro annunciato?

La crepa racconta principalmente fatti di migrazione, di migranti e dell’incapacità di alcuni stati europei di gestire la crescente ondata migratoria ma allo stesso tempo, racconta delle numerose differenze, delle complessità ataviche, delle problematiche e dei paradossi che attanagliano una buona parte del cosiddetto Vecchio Mondo e che non gli permettono di essere come il suo storico antagonista: gli Stati Uniti d’America.

La crepa

Allo stesso tempo però, Carlos Spottorno e Guillermo Abril , grazie a La crepa, entrano nel vivo delle numerose ferite che percorrono l’Europa, le fotografano e le raccontano come forse nessuno mai aveva fatto prima e ricorrendo ad un vero e proprio giornalismo che, nonostante le numerose difficoltà occorse nell’avere accesso alle informazioni ma soprattutto alle verità, si rivela molto interessante e pieno di sorprendenti potenzialità, capaci di dare una chiave di lettura totalmente inedita e immediata.

La crepa è, infatti, un libro che trasuda vita e umanità e che dimostra quanto può essere fragile e quanto può fare paura questo pezzetto di mondo che abitiamo e che continuiamo a chiamare Europa: dannazione per alcuni e speranza per tanti altri.

La crepaCarlos Spottorno e Guillermo Abril, Add Editore, 2017 pp. 176. Traduzione Francesca Bianchi.

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