Festa d’amore di Charles Baxter ovvero quando l’amore arriva sa sempre come farsi riconoscere

festa-d'amore-charles-baxter-librofiliaOk, ammetto che come titolo è davvero pessimo e forse un tantino melenso e sdolcinato ma la verità è che nonostante tutto, ho sempre sostenuto due tesi riguardo all’amore:

  • All’amore bisogna essere predisposti
  • Il mondo è diviso in due enormi macrocosmi: gli accoppiati e gli scoppiati o meglio quelli fatti per stare in coppia e quelli totalmente negati

‘Sticazzi, direte voi!

Il fatto è che è davvero impossibile parlare d’amore senza esaltarlo, sminuirlo o ridicolizzarlo, semplicemente perché l’amore è qualcosa difficile da maneggiare perché imbarazza, ingombra, svuota e riempie spazi e persone a proprio piacimento ma soprattutto confonde e mischia le carte in tavola.

Per nostra fortuna, esistono libri capaci di parlare d’amore come se fosse la cosa più naturale del mondo –che in realtà un po’ lo è ma solo pochi sarebbero realmente disposti ad ammetterlo- senza risultare mai banali o melensi.
Insomma libri che una volta terminata la lettura, rendono praticamente impossibile concepire la solitudine.

Questo è il caso di Festa d’amore, romanzo di Charles Baxter pubblicato negli USA nel 2000 e giunto in Italia solo lo scorso anno grazie a Mattioli 1885 e sinceramente non riesco a comprendere tutto questo ritardo poiché questo libro è davvero un piccolo capolavoro.

Tentare infatti di riassumere Festa d’amore è praticamente impossibile perché dentro c’è cosi tanta roba –filosofia, psicologia, arte, musica, buona scrittura- e cosi tanto pathos che qualsiasi tipo di approccio risulterebbe inappropriato.

Festa d’amore potrebbe essere considerato un metaromanzo corale poiché inizialmente vi è la presenza dello stesso Charles Baxter e del libro al quale sta lavorando –titolo compreso- successivamente un insieme di voci che si fondono tra loro, sgorgando poi in un fiume di parole che diventano storie, amori, esperienze di vita più o meno dolorose e che danno vita a veri e propri grovigli emotivi dai quali è davvero impossibile districarsi e pertanto, bisogna solo lasciarsi trascinare come si fa con una corrente impetuosa, perché in fondo:

Tutti hanno una storia e bisogna solo che iniziamo a raccontare le storie che abbiamo.



Inizialmente le storie dei personaggi che popolano Festa d’amore sembrano appartenere solo a se stesse, perfettamente coibentate nelle loro cupole e isolate dal resto del mondo e accomunate solo da un’unica certezza:

In ogni relazione esiste almeno un giorno felice… per quanta amarezza vi sia in una storia, quel giorno c’è sempre. Ti appartiene in ogni caso. È quel giorno che ti ricordi. Invecchi e pensi: beh, almeno ho avuto quel giorno.


e invece piano piano ci si rende conto che fanno tutte parte di un unico dipinto astratto di cui è impossibile distinguere limiti, confini o tonalità e una volta terminata la lettura del libro, questi personaggi e le loro vicende restano letteralmente attaccati addosso, a tal punto che se ne potrebbero udire i battiti, i gemiti, i respiri o i pianti soffocati.

In Festa d’amore ci sono vari tipi d’amore e di storie ovvero matrimoni solidi come rocce o deboli come fuscelli, relazioni clandestine incapaci di trovare una loro stabilità o relazioni dettate dall’impeto giovanile, dalla bramosia e dal desiderio di ingannare il tempo e il destino avverso ma ad accomunarle, oltre ad una forte passione, c’è la voglia di ricominciare sempre daccapo e di non arrendersi mai, dando all’amore sempre la priorità assoluta su tutto il resto, dal momento che l’unica cosa che conta è viverlo l’amore, senza preoccuparsi mai delle conseguenze, nemmeno di quelle più dolorose.

Quando sei innamorato, non hai bisogno di fare nulla. Ti basta esserci. Esistere, senza dire una parola. Senza muoversi di un palmo.


Se infatti è vero che non si può pensare alla vita senza pensare alla morte, allo stesso modo non può esistere l’amore senza la parola fine poiché sono due facce della stessa medaglia ed entrambi si appartengono esattamente come due innamorati che riconoscendosi al primo sguardo, capiscono di appartenersi.

Charles Baxter attraverso la narrazione di episodi, esperienze, sentimenti e flussi di coscienza, gioca e distorce la realtà mettendo in scena una storia stupenda che fa riflettere sull’amore e sui suoi mille significati –in fondo le persone quando sono sole è proprio all’amore che pensano e a coloro che amano, che hanno amato o che ameranno- perché questa è una storia che una volta letta, lascia addosso una strana sensazione di pace e di malinconia che ti fa venir voglia di abbracciare la prima persona che ti passa sotto tiro, fosse pure uno sconosciuto, perché dopotutto:

… ci sono solo due realtà: quella della gente innamorata o che si ama e quella di tutti gli altri che ne stanno fuori.



E visto che dentro Festa d’amore c’è davvero tanta buona musica e dal momento che non esistono amori senza le colonne sonore, vi lascio pure la tracklist dei brani che compaiono su questo meraviglioso romanzo.
Buona lettura e buon ascolto.



































Festa d’amore, Charles Baxter, Mattioli 1885, 2014 pp.300. Traduzione Nicola Manuppelli.



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