La comfort zone: che cos’è e come influisce sulle nostre personali letture?

Comfort zone

Hai mai sentito parlare di comfort zone? Bene, se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, vero sarà pure che le librerie sono invece lo specchio del lettore. Che dici?

Questo succede perché uno sguardo vale sempre più di mille parole ma anche perché proprio mediante gli occhi, possiamo comunicare gli stati d’animo e manifestare il nostro carattere poiché essi riflettono in modo immediato i nostri sentimenti e tutta la nostra interiorità.

Lo stesso discorso potrebbe valere con i libri che possediamo nella nostra libreria, perché solo osservandoli è possibile capire molto della nostra personalità e delle nostre personali inclinazioni.

Se, ad esempio, buttate uno sguardo veloce alla mia libreria troverete principalmente libri di narrativa statunitense perché effettivamente quella è la mia personale comfort zone.

Che cos’è la comfort zone?

La comfort zone è una sorta di condizione mentale nella quale, il soggetto, si sente totalmente al sicuro, tranquillo, deciso e senza ansie. Si tratta quindi di una sorta di routine, di familiarità e di sicurezza, nella quale ci si sente a proprio agio e nella quale non si percepisce alcun rischio, pericolo o minaccia. Tutto questo potrebbe valere nei gesti del nostro quotidiano, nei rapporti interpersonali ma anche nel modo in cui ci approcciamo alle nostre passioni.

In un certo senso, possiamo ammettere che la comfort zone è traducibile come: il fare tutte quelle cose che ci fanno sentire sicuri, lo stare con persone che ci fanno stare bene e ci proteggono oppure lo scegliere cose che sappiamo già che ci piaceranno, proprio per non assumerci rischi o per limitarli al minimo indispensabile.

Comfort zone

Ovviamente, stare nella propria comfort zone è una cosa buona e giusta quando magari abbiamo bisogno di riprenderci, di ricaricarci le forze, di vivere una condizione di stabilità dopo aver subito un forte stress, un trauma o una delusione o più semplicemente, per non incappare in alcune colossali fregature, come lo scegliere un abito sbagliato oppure un film, un disco o peggio un libro sbagliato.

La mia personale comfort zone: qual è?

Come avrete già avuto modo di capire, se seguite questo mio spazio virtuale oppure i miei canali social, la mia personale comfort zone – anzi direi la mia ossessione – in materia di libri è rappresentata dalla narrativa nordamericana e la cosa curiosa è che non saprei effettivamente datarvi o spiegarvi quanto e come nasce questa mia passione ma dobbiamo ammettere tutti che, gli Stati Uniti, nell’immaginario collettivo rappresentano qualcosa di indefinibile e in continua evoluzione, che di certo non possono non esercitare fascino e ammirazione su tutti quelli che vivono oltre i confini nazionali a stelle e strisce, vero no? Allo stesso tempo, sono certa che, ognuno di noi, troverà delle motivazioni valide e personali sia per amare gli Stati Uniti e sia per alimentare il proprio american dream.

American drem is a comfort zone

Personalmente, vivo la mia personale comfort zone in modo quasi ossessivo e totalitario, a tal punto da non riuscire a leggere quasi nient’altro ma allo stesso tempo, difficilmente riuscirei a farvi dei nomi di autrici o di autori nordamericani da leggere assolutamente oppure delle opere da avere necessariamente nella propria libreria perché entrambi sono innumerevoli e li amo per motivi differenti.

Letteratura americana

Allo stesso tempo, non ho una particolare opinione verso quello che è al di fuori della mia personale comfort zone – considera però che ogni tanto, leggo anche altro, eh! – ma ovviamente non li snobbo, semplicemente mi sento di dire che non li conosco abbastanza per fornire una mia personale opinione in merito e alcuni generi o alcuni filoni letterari – letteratura nordica, letteratura orientale, letteratura russa, etc. – li sento purtroppo poco affini alla mia persona ed esercitano pochissimo appeal su di me, a tal punto che non mi sono mai nemmeno lontamente cimentata nella loro lettura. E forse questo non è proprio un bene, ma purtroppo sono fatta così!

Le mie letture tendo sempre a selezionarle dalla mia personale comfort zone perché i libri da leggere sono tantissimi e il tempo purtroppo è sempre poco e quindi cerco di andare sul sicuro, o almeno ci provo.

Cosa ne pensi? Hai una tua personale comfort zone in materia di libri? Preferisci attingere lì le tue letture oppure ti piace sperimentare e cimentarsi sempre in cose nuove?

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