Hunter S. Thompson #5: Cronache del rum (1998) ovvero storia frenetica di un isola caraibica

hunter-s-thompson-5-cronache-del-rum-librofiliadi Michele Nenna

Con l’arrivo di novembre la luce sembra ritirarsi; cede il passo all’ombra che non smette di diventare sempre più scura, più fitta. Il freddo si diffonde festoso, facendo la sua comparsa attraverso le prime nevicate che si depositano per le strade. È ufficiale: l’inverno è alle porte. Ma prendere in mano un romanzo come Cronache del rum potrebbe tirarvi su il morale – e la temperatura.

È il 1959 quando Hunter S. Thompson pubblica questa opera autobiografica. Questa volta il protagonista è Paul Kemp – insieme a Raoul Duke uno degli alter ego dello scrittore americano –, giornalista che lascia la scena di New York per trasferirsi a San Juan, nell’isola di Portorico.


Isola di San Juan (Portorico)

Isola di San Juan (Portorico)



Ad aspettarlo ci sarà una instabile redazione giornalistica affollata da persone letteralmente fuori di testa. Sin dalle prime pagine il romanzo non fa sconti. La narrazione di un viaggio aereo diretto ai Caraibi è la via ideale per mostrare il clima nel quale la storia ha fissato le sue fondamenta. Uno stato nevrotico nel quale il protagonista non accenna ad alcun tipo di resa. Tutto il suo mondo è irascibile e rozzo, ma allo stesso tempo pieno di vitalità. Basta vedere Chenault per fare ribollire il sangue nelle vene sempre assetate di qualsiasi cosa riesca a distrarre dalla realtà.

Di fianco al mio piatto potevo vedere le gambe di Chenault, toniche e abbronzate. Era quasi nuda, e così inconsapevole di esserlo… Volevo morire.



Spiaggia di San Juan (Portorico)

Spiaggia di San Juan (Portorico)

Appena giunto sull’isola, Paul Kemp incontrerà nella redazione del Daily News due membri che lo accompagneranno per tutto il romanzo. Sala, il fotografo ufficiale della testata, e Yeamon, un giornalista svitato a cui Kemp poi soffierà la dolce e amata Chenault. A dirigere l’intera baracca è Lotterman, uomo con un fegato abbastanza grande da sostenere il peso di un giornale discretamente anomalo. Oltre all’afa sempre presente, a far da sfondo al lavoro del Daily News ci sono le vicende intricate della politica del posto. Gente ammazzata, delinquenti assetati di potere e polizia corrotta. Le strade della città sono in balia dei peggiori malfattori in circolazione, tanto da far passare una semplice discussione tra il proprietario di un bar, Yeamon e alcuni poliziotti in una rissa senza precedenti. I colpi sotto la cintura si sprecano a discapito dei nostri poveri malcapitati.

Prima che Yeamon potesse replicare, uno dei poliziotti gli è piombato alle spalle e gli ha rifilato una manganellata alla schiena. Lui ha lanciato un grido, barcollando verso uno dei nostri inseguitori. Quello brandiva una bottiglia di birra, con cui l’ha colpito alle costole.



rum-hunter-s-thompson-librofiliaQuesto romanzo percorre strade che oltre ad essere affollate da malviventi e taxi che corrono impazziti da una parte all’altra dell’isolotto di San Juan, sono ricche di alcol. Sono le stesse strade in cui si incontra gente che annuncia a gran voce «rum a 25 centesimi» disponibile nella propria bancarella. Proprio il rum è uno degli ingredienti fondamentali attraverso cui Thompson narra uno spezzone di vita precedentemente al suo ingresso nella redazione di Rolling Stone. È la storia di un giornalista e del suo lavoro in una redazione che non riesce mantenersi a galla per via delle menti inaffidabili dei suoi colleghi. Assegni scoperti, cauzioni pagate con le casse del giornale e litigi di ogni genere: tutto quello che serve per far andare su tutte le furie Lotterman e i suoi finanziatori. Paul Kemp sembra ricercare sé stesso in un calderone colmo di assurdità. I casi che si verificano hanno tratti che corrispondono alle tipiche vicende nosense, e se ce l’hanno risulta ben nascosto. Arriva un punto in cui la frenesia dei tempi incessanti sembra mandare la mente al lastrico, tanto da procurare un effetto nauseabondo. Improvvisamente si ricerca uno spiraglio di stabilità.

Non avevo mai visto un posto simile. Volevo solo spogliarmi e restare nudo come un selvaggio per sempre.



Quella che sembra essere su di giri non è solo la redazione del Daily News, ma l’intera città. San Juan riesce così a rispecchiare il clima intero del Sud America degli anni ’50. Una situazione abbastanza invitante per gli avventurieri come Hunter S. Thompson sempre alla ricerca dell’euforia mai tramontante. Cronache del rum resta una tappa obbligatoria del tour che vede lo scrittore americano protagonista di un’immensa scoperta. Attraverso le pagine di questo romanzo è possibile rintracciare le linee giuda di quello che diverrà la creatura sempre citata di Thompson, ovvero il gonzo journalism.


Cronache del rum, Hunter S. Thompson, Dalai Editore, 2011 pp.275. Traduzione Marco Rossari.

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