Hunter S.Thompson #1 – Paure, deliri e la grande pesca allo squalo (1979)

paure-deliri-e-la-grande-pesca-allo-squalo-librofiliaQuesta è la prima puntata di uno speciale interamente dedicato a Hunter S.Thompson, nel quale parleremo dei suoi sei libri che sono finora riuscita a recuperare e a leggere.
Dietro non c’è la pretesa di voler insegnare qualcosa a qualcuno bensì c’è il desiderio e la volontà di leggere e di parlare di un autore morto in circostanze misteriose il 20 febbraio del 2005 e troppo presto sparito dagli scaffali delle nostre librerie.
Anticipo già il fatto che leggere alcuni libri di Hunter S.Thompson è stato un esercizio piuttosto complesso e articolato per via di alcuni dei temi trattati ma soprattutto del modo utilizzato dal nostro “gonzo journalist” ma tutto questo percorso è stato necessario per comprendere ancora meglio la società americana poiché forse nessuno meglio di Thompson è stato in grado di rappresentarne la sua controversa natura.
N.B. L’ordine delle opere sarà organizzato e pubblicato in modo decrescente – partendo dal libro più recente fino al più datato- e tenendo conto della pubblicazione e dell’apparizione delle opere in Italia.

Quello che fuoriesce leggendo Paure, deliri e la grande pesca allo squalo – ovvero l’ultimo libro di Hunter S. Thompson pubblicato in Italia – è appunto un Thompson meno violento, più riflessivo e più cinico ma soprattutto più incazzato e più stanco del solito e con una certa propensione al più assoluto menefreghismo nei confronti dei giudizi espressi dall’opinione pubblica sui suoi scritti.

Be’…questa è la mia ultima avventura nel giornalismo spazzatura e francamente non me ne frega un cazzo se i lettori ci capiranno qualcosa o no…



Gli scritti contenuti infatti in Paure, deliri e la grande pesca allo squalo sono alcuni degli articoli pubblicati negli anni Settanta su alcune delle più importanti testate americane come Rolling Stone, Playboy e New York Times e toccano alcuni argomenti atipici come la finale di Super Bowl del 1973 – vinta dai Miami Dolphins battutisi contro i Washington Redskins – o come il noiosissimo torneo di pesca di Cozumel – paradisiaca isola messicana situata nel bel mezzo del Mar dei Caraibi – che tanto somiglia alla politica americana:

…la politica statunitense più o meno rispecchia quel che penso della pesca d’altura, dell’acquisto di terra a Cozumel o di qualsiasi altra cosa in cui i perdenti si dimenano in acqua agganciati a un amo.



o articoli più suggestivi e pieni di pathos come la disfatta di Muhammad Ali che nonostante i suoi compensi milionari e il suo carisma spesso speso a tutela dei più deboli – se neri o mussulmani – viene sconfitto ai punti da Leon Spinks e che vede la fine di un’era o di qualcosa addirittura di molto più grosso.

Qualcuno scrive romanzi, altri arrivano abbastanza in alto da diventare protagonisti di un libro, e qualche folle prova a fare entrambe le cose…ma Ali a sento sa leggere, figurarsi scrivere,e così quando tempo fa si ritrovò davanti a questo bivio, ebbe il raro istinto di trovare una falla nella difesa che gli permise di scegliere una terza possibilità: sbarazzarsi completamente delle parole e vivere nel suo film personale.



O addirittura di argomenti molto più ampi e complessi che hanno in qualche modo segnato e influenzato un’epoca, come lo scandalo del Watergate, scoppiato nel 1972 in seguito ad alcune intercettazioni abusive ai danni del partito democratico e dell’opposizione politica di Nixon, episodio che fomenta l’odio di Thompson nei confronti del trentasettesimo presidente degli Stati Uniti d’America e della sua politica marcia,corrotta e perversa e della triste mancanza di alternative politiche.

Richard Milhous Nixon, il nemico numero uno della mia coscienza politica dacché ne ho memoria, stava finalmente ingoiando quella pillola di cui aveva parlato in tutti questi anni.



Eppure è proprio la parte relativa al Watergate e all’uccisione della politica e del Sogno Americano a rendere Paure, deliri e la grande pesca allo squalo un libro un po’ troppo fiacco e sconclusionato poiché nonostante la presenza della solita ironia estrema e dello sguardo lucido e sincero di Thompson – racchiusi nel suo pensiero bizzarro e sempre sopra le righe – la vicenda risulta piuttosto complessa e disorganizzata, specie per chi vive oltreoceano e non ha vissuto in prima persona quel determinato periodo storico.


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Quindi ricapitolando: buone le parti in cui Hunter S. Thompson fa fuoriuscire la sua parte selvaggia e anticonformista, un po’ meno accattivanti gli argomenti trattati nel libro, motivo per cui la lettura di Paure, deliri e la grande pesca allo squalo è forse consigliabile a chi ha già una certa sintonia con la scrittura irriverente e dissacrante di Thompson che mette a nudo le debolezze della società americana, senza provare paura o timore di niente e nessuno.


Paure, deliri e la grande pesca allo squalo, Hunter S. Thompson, B.C.Delai Editore, 2010 pp.284. Traduzione Paolo Falcone.


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2 thoughts on “Hunter S.Thompson #1 – Paure, deliri e la grande pesca allo squalo (1979)

    • Ti confesso che alcune letture “thompsoniane” sono state piuttosto toste e complesse ma alla fine mi sono buttata e c’ho provato. Thompson è comunque un bel tipo e un approccio con lui, fidati, non guasta mai. 😀

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