Che cos’è il graphic novel e perché ci piace così tanto?

Ami i graphic novel e vuoi capirci qualcosa di più sulla loro struttura ma soprattutto sulla loro nascita e sulla loro ascesa? Allora, ti consiglio di leggere Che cos’è il graphic novel, il saggio scritto da Stefano Calabrese e Elena Zagaglia, pubblicato da Carocci Editore, che in poco meno di cinquanta pagine racconta dell’ evoluzione e della rapida e inarrestabile ascesa dei graphic novel, basta infatti pensare che solo in Italia – che risulta essere uno dei maggiori paesi produttori di graphic novel, insieme agli Stati Uniti, all’Europa e al Giappone – ne vengono annualmente sfornati ben il 10,8% dell’intero volume editoriale.

Graphic novel: cos’é?

Pur affollando ormai gli scaffali di quasi tutte le librerie sparse sul territorio, in molti ancora non hanno compreso il fatto che il graphic novel è un medium a tutti gli effetti che utilizza le tecniche classiche del fumetto – noto e diffuso sin dalla fine dell’Ottocento – che vengono accorpate però ad un linguaggio nuovo e innovativo, che solitamente attinge dai più svariati argomenti che possono riguardare: l’attualità, le biografie, la storia, le indagini giornalistiche, il reportage, la cronaca e in questo caso, il filone può essere definito anche come graphic journalism.

Graphic journalism

Il termine graphic novel fu coniato da Richard Kyle proprio per indicare alcuni pregiati e sofisticati fumetti europei e per distinguerli da tutti gli altri fumetti. Ma è proprio l’avvento del Sessantotto, che fornisce la chiave di svolta per i graphic novel europei e che ne segna la loro affermazione sul mercato ma soprattutto, sancisce una volta per tutte che la parola graphic novel – nella lingua italiana – necessita dell’articolo determinativo maschile ildal momento che la parola novel richiama l’omonimo sostantivo inglese che significa appunto romanzo.

I tre graphic novel più noti che non rientrano nel genere distopico dei supereroi hanno senza dubbio un fondamento autobiografico: Maus (1986; 1991) di Art Spiegelman, Persepolis (2002-03) di Marjane Satrapi e Fun Home. Una tragicommedia familiare (2006) di Alison Bechdel.

Se è vero che il graphic novel è fondamentalmente una storia per immagini, bisogna però ricordare che ci sono numerose differenze tra questo prodotto e il fumetto classico, poiché il graphic novel possiede una forma più lunga e non è seriale, in quanto si autoconclude ed è inoltre capace di trattare qualsiasi tipologia di argomento ma soprattutto possiede un determinato target, in quanto si rivolge principalmente ad un pubblico adulto e altamente selezionato e dal lontano 2000 viene ormai venduto in quasi tutte le librerie.

Graphic novel boom Librofilia

Graphic novel definizione

In conclusione, diciamo pure che il graphic novel è un prodotto di difficile definizione che però possiede numerose chiavi di lettura ma il suo continuo e crescente successo ha finalmente sdoganato i numerosi pregiudizi che da sempre lo hanno contraddistinto ma soprattutto, ha dimostrato che non sempre dev’essere tutto necessariamente spiegato e a volte, bisogna semplicemente apprezzare le cose per come effettivamente ci vengono mostrano e cercare di goderne appieno.

Ami i graphic novel? Li acquisti e le leggi abitualmente? Suggerisci pure nei commenti i tuoi graphic novel preferiti o quali secondo te, devono essere necessariamente letti.

Che cos’è il graphic novel, Stefano Calabrese & Elena Zagaglia, Carocci Editore, 2017 pp.142.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *